Il futuro del Carroccio è di fronte a un bivio

La nostra analisi sul futuro della Lega di Matteo Salvini che adesso deve pensare a proporre una opposizione funzionale per la prossima tornata elettorale.

Negli scacchi come in politica, il rischio di guardare troppe mosse avanti è quello di sbagliare poi quella immediatamente successiva. Sulla carta, la più scontata. Fuori d’ideologia, la scelta dell’ex vicepremier Matteo Salvini di aprire la crisi del primo governo Conte è il frutto – come confermato implicitamente dall’economista e onorevole Claudio Borghi, protagonista lo scorso 21 agosto di un diverbio via twitter con un utente – di un’accurata analisi strategica in stile teoria dei giochi. «Possibile – chiede l’utente, riferendosi ad una possibile alleanza tra Pd e 5Stelle – che Salvini e il suo staff non abbiano preventivato questo scenario?». «Guardi, risponde Borghi – ho passato la mia vita lavorativa a tracciare gli alberi delle possibilità fino a dieci mosse avanti. Vuole venirci a spiegare come si fa?».

La mozione di sfiducia

Ancor più esplicito sui veri motivi che hanno portato la Lega alla mozione di sfiducia verso il governo Conte, era stato il senatore leghista Alberto Bagnai, rivolgendosi cosi al premier nel suo intervento in aula, sempre il 20 agosto, in piena crisi di governo: «Ascoltiamo appelli ad essere salvati dal PD e veniamo accusati di aver tradito per motivi tattici questo governo che funzionava benissimo e di consegnare l’Italia in mano ai partiti delle tasse e della stagnazione. Alle persone che ci accusano dico che la finanziaria che un eventuale governo di responsabili potrà fare – responsabili si chiamano oggi gli ascari di Bruxelles, come sappiamo – non sarà molto peggiore di quello che sotto la sua guida saremmo stati costretti ad intestarci».

Rivoluzione tradita

Evidente, seguendo il ragionamento tattico dei due economisti leghisti, dunque, come il vero motivo della crisi non fosse il No dei 5 Stelle sulla Tav, quanto piuttosto la volontà di non mettere la firma a ottobre su una finanziaria che, condizionata dai vincoli di Bruxelles, non avrebbe potuto in alcun modo tenere insieme misure espansive come il reddito di cittadinanza e sgravi fiscali (flat tax), senza al contempo aumentare l’Iva e, dunque, incassare il malcontento di una fetta importante di elettorato. Eppure, l’appello di Bagnai in stile Trockij alla “rivoluzione tradita”, condito dall’appello a scendere in piazza del governatore veneto Zaia contro l’inciucio Pd-5Stelle, rischiano di trasformarsi in un clamoroso boomerang per il Carroccio.

Opposizione tattica

Perché se da un lato resta altamente probabile che Movimento 5 Stelle e Pd pagheranno in termini elettorali la prossima manovra finanziaria, mentre la Lega, restando fuori dalla partita, ha tutto il tempo di riorganizzarsi all’opposizione, dall’altra, dal punto di vista psicopolitico, la prospettiva, nella mente degli elettori, della percezione d’infallibilità di Salvini rischia di scricchiolare vistosamente. Un precedente storico, seppur lontano per tempo e per luogo, lo certifica. Osserva l’intellettuale Slavoij Zizek, a proposito della perestroika di Gorbaciov, che fu proprio l’apertura a piccoli miglioramenti che rendessero il sistema più efficiente, a innescare il suo crollo. Una volta dimostrato che il sistema era falsificabile e non più monolitico, il popolo insorse. 

Il futuro voto

Allo stesso modo, la progressiva ritirata della Lega – al netto di tutti i vincoli oggettivi – dalla rivoluzione contro i burocrati di Bruxelles, potrebbe innescare un imprevisto effetto moltiplicatore. E consegnare agli elettori l’immagine della resa e dell’impotenza del partito di fronte al nemico politico artatamente costruito dalla propaganda. Non esattamente il miglior biglietto da visita per la prossima tornata elettorale.

   

Pier Paolo Tassi
33enne laureato in filosofia a Torino, da quattro anni si occupa della gestione di centri di accoglienza per richiedenti asilo. Nel tempo che resta, scrive di politica e sociale per il quotidiano Libertà, per il settimanale Corriere degli Italiani e per il blog Generazione Antigone. Ostinatamente dalla parte degli ultimi, verso i quali ha sempre nutrito curiosità e grande rispetto. Anche se a volte lo fanno veramente dannare.