Un drammatico paese di comiche. Dopo un Rinascimento mirabile e il glorioso Risorgimento, siamo alla frutta! O alla comica finale.

O ad una ultima esilarante commedia all’italiana, scegliete voi. Aggiungendo nella scelta la farsa, per l’ entrata in scena, nell’annuale recita parlamentare, di personaggi in cerca d’autore d’origine sacra: il Cuore Immacolato di Maria e la Madonna di Polsi, patrona del noto santuario di calabra devozione, e di oscuri messaggi in cifra, degli affiliati alla ‘ndrangheta.

Il fatto è che nel 2000 quasi venti, sulle spinte “populiste” di un vero comico, che faceva ridere, ironico e stralunato, la sua luna gli ha fatto crescere la vena satirica, gli ha fornito informazioni e dati sul mondo mal messo, su mille e mille prepotenze, sopraffazioni, ruberie, indegnità, e sulle statistiche indiscutibili di riprovevoli condotte da parte dei soliti noti… e ha cominciato dai palchi, trasferiti dal teatro in piazza a raccontarle, aggiungendoci un “vaffa”, per ridere, ma anche no: per dire affermando con forza, informando e indignando. E quel vaffa, gli è scoppiato in mano. Insieme a un mago della web comunicazione cresce, s’amplia, raccoglie un consenso crescente, contamina la tecnologia e arriva, con la rete, vincente in politica.

In movimento a 5 stelle: “per aprire come una scatoletta di tonno” poi, il Parlamento e le istituzioni d’Italia. E quel Movimento vincerà le elezioni.

Da lì comincia il “Viaggio in Italia”, un classico in letteratura. In questi anni 2000 avanzati, già trovati in condizioni deprimenti, quasi tragiche, nella scuola e nell’istruzione, nel sociale, nella sicurezza, nell’economia, nella giustizia, lasciate da almeno cinquant’anni di incapacità, di incuria politica, di lassismo, corruzione e malaffare, i “penta stellati” uniti in “contratto” quinquennale alla Lega – padana d’origine divenuta nazionale – rilevano vizi e virtù del Belpaese.

Abbiamo avuto un “Novecento” in chiaroscuro, con due grandi guerre – una di vittoria e una… da decantare – “il Piacere” e D’Annunzio vate con eroismi in volo su Vienna e la conquista di Fiume. Apriva il secolo il Futurismo di FT Marinetti, Boccioni, Ungaretti e compagni. Prime “femministe di penna” con Matilde Serao e Grazia Deledda, e attrici supreme come la Duse, Francesca Bertini e Lyda Borelli, antesignane dell’arte nuova e intrigante del cinematografo. Poi il “design”italiano e un “made in Italy” vincente che dagli anni ’50/’60 accompagnerà nel mondo il neorealismo di un nuovo cinema: la Mangano, Eleonora Rossi Drago, le Gina e Sofia “nazionali” accanto a Rossano Brazzi, Amedeo Nazzari, Marcello Mastroianni, Vittorio Gassman: dramma commedia e fantasia. E sugli schermi nostrani, in sala e sulle prime TV, Totò, Dapporto, Chiari e Croccolo, con un mitico Alberto Sordi, a rappresentare i vizi le scioccherie e le furbate italiche.

Mentre la politica latita sulle urgenze, inventa sempre nuove e fantasiose versioni di “cambiamento” continuando a far salire un debito da paura!

Il Belpaese d’oggi si riempie di rifiuti, non termovalorizzati per una opposizione incontrastabile che non vuole imitare Vienna. Autobus in fiamme ogni tre quattro giorni nelle vie e i corsi centrali di “Roma-capitale”, con la città invasa da cinghiali grufolanti intorno ai cassonetti e da gabbiani carnivori. A Genova il ponte di Morandi, alta progettualità ingegneristica e architettonica crolla, lasciato senza manutenzione per incuria e indiscutibili colpe e responsabilità che la Magistratura impiegherà anni ad accertare. Linee ferroviarie europee sono bloccate da no al traforo concordato nei trattati internazionali, mentre il nostro sempre più profondo Sud vede scontri frontali sui binari unici in raddoppio, che non inizia i lavori fermi ai disegni mappali approvati e “bollinati”.

Dove sono finiti oggi i sogni, le speranze, il futuro, di Altiero Spinelli di Alcide De Gasperi di Giulio Andreotti, di Papa Giovanni, anche?

Loro, italiani nel cuore, nello spirito, nella mente e nell’anima. Anche il Santo Padre, bergamasco di Sotto il Monte. Patrioti si sarebbe detto un tempo, denominazione citata oggi solo da Giorgia Meloni “in” Fratelli d’Italia. Loro:intelligenti capaci lungimiranti uomini, in politica al servizio del paese, e di altri uomini, della gente. Quella gente che sta sempre aspettando un futuro migliore, assistenza e servizi migliori, dirigenti che sappiano quello che fanno, che guardino al futuro, tra venti trenta, cinquant’anni, o cento; non soltanto alle prossime elezioni che dovrebbero essere,e non sono mai, ogni cinque anni. Quei nomi, il loro pensiero il loro agire, chi li conosce più? La scuola ha voluto dimenticare, con saperi e cultura deformate dai diritti senza doveri, dall’avere senza dare, dall’indisciplina dei bulli lasciata correre da insegnanti senza pedagogia e psicologi che “capiscono”. Insieme a loro genitori indaffarati e disattenti, incapaci di educare per non essere stati educati al tempo loro al dovere, alla disciplina, ai valori e alle regole civili; che i loro “piezz’e core” difendono da ogni rimprovero, da ogni cattivo voto, anche se meritato, e la colpa è dell’insegnante, che non “lo “o “la” capisce; e protestano, e non solo con la voce alzata e vari improperi, a volte attaccano pure con le mani e i pugni, come accade, in diretta TV, anche in Parlamento. D’Azeglio diceva: “Abbiamo fatto l’Italia, dobbiamo fare gl’italiani”

Sono passati centosessant’anni. Ancora “ce stamo a provà”, ma “‘n ce riuscimo”

Ennio Testa
Nel mezzo del cammin di… sua ottava decade, e non sentirsela addossol, dopo averne viste, sentite, vissute, lette e meditate di tutti i colori, di luce e di buio. Nato e vissuto a Roma, la città del cuore, di cui ama persino i “sanpietrini”, con ascendenze e attiva tradizione milanese, trasferito poi nelle terre etrusche altrettanto amate. Libero e vagabondo ha calpestato e conosciuto le vie di tutta l’Italia e della mezza Europa dove l’impegno l’ha portato, sommando esperienza e saperi che oggi l’aiutano a scrivere.