Giuseppe Conte: “Presenterò le dimissioni a Mattarella”

L'attesa è finita. Giuseppe Conte si è presentato in Senato per tenere il suo discorso, in ascolto c'è la nazione intera.

Giuseppe Conte parla in Senato
Giuseppe Conte parla in Senato

L’attesa è finita, in scena l’ultimo capitolo della Crisi di Governo. Giuseppe Conte si è presentato in Senato per tenere il suo discorso, in ascolto c’è la nazione intera. I ministri e i senatori stanno prendendo posto. Sale l’attesa anche fuori dal Senato, dove, all’arrivo del Premier, si sono sentiti due cori. “Buffone, buffone” – hanno urlato quelli della Lega. “Giuseppe, Giuseppe!” – inneggiavano invece i sostenitori del Movimento 5 Stelle. Dunque, anche tra gli elettori, sembra esserci una spaccatura insanabile. Tutte le notizie, aggiornate in tempo reale, su Cisiamo.info.

Giuseppe Conte in Senato

In un clima parso da subito freddo, i ministri hanno preso posto. Salvini e Di Maio si sono ritrovati così vicini, scambiandosi solo un’occhiata che non ha lasciato trapelare nulla. Il leader del Carroccio ha anche stretto la mano a Giuseppe Conte e i due si sono scambiati una risata. Il premier ha voluto anche salutare personalmente ogni ministro.

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Pubblicato da Matteo Salvini su Martedì 20 agosto 2019

Il discorso di Conte

Quando Conte ha preso la parola tutta l’Aula è rimasta in silenzio: “Ho sempre sostenuto che, in caso di interruzione di Governo, sarei tornato qui, in Senato, a riferire. Il giorno 8 agosto, il Ministro Salvini, ha diramato una nota, con la quale dichiarava che la Lega non era più disponibile a sostenere il Governo e voleva tornare al voto. La Lega dunque ha poi deciso di presentare una mozioni di sfiducia”.

“Io ho garantito che questo Governo sarebbe sempre stato trasparente e comunicativo. L’unico luogo dove il dialogo si può svolgere correttamente è il Parlamento. La decisione della Lega è grave, ha voluto minare un Governo che funzionava, che ha fatto tante cose e che tante ne stava facendo. Questa decisione viola il Contratto di Governo firmato anche da Matteo Salvini”. E poi: “I tempi di questa decisione comportano gravi rischi. Un eventuale nuovo governo si troverebbe in difficoltà a contenere l’aumento dell’Iva. Inoltre, la Crisi di questo Governo arriva in un momento di difficile dialogo con l’Unione europea. Il Ministro dell’Interno ha dimostrato di inseguire interessi personali e di partito”.

Conte sul voto

“L’essenza della democrazia sta nel far votare i cittadini – continua Conte, dovendosi interrompere adesso più volte a causa di fischi e applausi. “Sollecitarli a votare ogni anno e irresponsabile. Il comportamento del Ministro dell’Interno dimostra la sua incapacità costituzionale. Perché aprire la crisi in pieno agosto?”

Conte continua poi attaccando la Lega: “Avete detto accreditato questo Governo come il Governo dei no. Dicendo questo, avete insultato me e anche tutti i vostri ministri. Avete oscurato tutti i lavori fatti in questo anno”. Qui il Premier si è fermato per fare il lungo elenco del lavoro fatto in questi mesi. Conte ha proseguito attaccando direttamente Salvini: “Si Governa dal Parlamento e non nelle piazze. Le tue dichiarazioni mi preoccupano. Non abbiamo bisogno di uomini con pieni poteri, ma di persone con cultura istituzionale e senso di responsabilità“.

“Dovevi essere qui a rendere conto dei fondi russi alla Lega”

Conte prosegue imputando a Salvini di non essersi presentato a informare l’Aula sui presunti fondi russi alla Lega. Un passaggio del discorso del Premier molto importante. Infatti, qui, per la prima volta, sono piovuti applausi conviti sia da parte del Movimento 5 stelle sia da parte del Partito democratico. Applausi che sono stati notati dal Ministro dell’Interno, di fianco a Conte, si è lasciato andare ha gesti inequivocabili.

Conte ha imputato anche al Vicepremier alcuni sui gesti: “Non bisognerebbe mai accostare simboli politici con simboli religiosi“.

“Il Governo qui si arresta”

In seguito Conte passa a confermare quello che tutti ormai si aspettavano: “La crisi in corso è in irrisolvibile. Il Governo qui si arresta“. “L’Italia rimane una terra di opportunità – continua Conte -. Dobbiamo affrontare tutte le sfide del nostro tempo: l’immigrazione, l’Africa, la Cina. Ma la nostra politica estera si deve fondare sul pilastro dell’Unione europea.

Conte presenta le sue dimissioni

Infine il Premier Giuseppe Conte ha dichiarato: “Mi recherò dal Presidente Mattarella per rassegnare le mie dimissioni“. E ancora: “Ringrazio tutti, anche le forze delle opposizioni. Confido nelle decisioni del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Viva la nostra patria. Viva l’Italia”.