Crisi di Governo, Roventini delinea le linee comuni tra Pd e M5s

Andrea Roventini ha delineato le linee comuni tra Movimento 5 stelle e Pd. Il suo obbiettivo è archiviare le "disastrose" politiche economiche della Lega.

Roventini delinea le linee comuni tra Pd e M5s
Roventini delinea le linee comuni tra Pd e M5s

Crisi di Governo, Andrea Roventini, professore designato come ministro dell’Economia dal M5s in occasione delle elezioni del 4 marzo dell’anno scorso, contattato dall’Adnkronos, ha delineato le linee comuni tra Movimento 5 stelle e Pd. Il suo obbiettivo è archiviare le “disastrose” politiche economiche della Lega, come Quota 100 e Flat tax, “superate da 40 anni”.

Crisi di Governo, Roventini delinea le linee comuni tra Pd e M5s

Per quanto riguarda la prossima Legge di Bilancio, Roventini sa che i margini di incontro sono pochi. “I margini sono molto stretti, sia perché vanno disinnescate le clausole di aumento dell’Iva, che avrebbero un impatto molto negativo sulla nostra economia perché ridurrebbero i consumi e colpirebbero le classi più povere e deboli, sia perché dobbiamo fare i conti, come al solito purtroppo, con il nostro debito pubblico“.

Per l’economista bisogna dunque tagliare la spesa pubblica improduttiva e recuperare i vari piani Cottarelli, Perotti e Giavazzi sulla spending review. “Tutti rimasti in un cassetto inutilizzati, evidentemente perché si vanno a ledere interessi precostituiti e nessun governo ha voglia di scontentare parte dell’elettorato”.

Via Quota 100

Sempre sul fronte economico, secondo il professore, bisognerebbe cancellare la riforma pensionistica voluta dal Carroccio. “‘Quota 100‘ è uno spreco inaudito di risorse. Innanzitutto è una misura sessista perché favorisce solo i maschi 50enni del Nord Italia. L’Italia è un Paese di profonde disuguaglianze, tra uomini e donne e tra giovani e vecchi, e bisognerebbe piuttosto fare qualcosa per ridurle. Inoltre è una misura che non rilancia la domanda. Perché chi va in pensione con ‘quota 100’ riduce le proprie spese, che non porta a una sostituzione tra lavoratori anziani e giovani. Come si è fatto credere e che va a scassare i conti pubblici nel breve e nel lungo periodo. Non per niente è stata la misura più criticata dalla Commissione europea, che invece non ha avuto nulla da ridire sul reddito di cittadinanza che va giustamente a contrastare la povertà”.

Roventini punta al Green new deal

Secondo il professore vicino al Movimento le risorse risparmiate dovrebbero venire utilizzate per politiche che rilancino la crescita e che creino circoli virtuosi. “Investire in un ‘Green new deal‘. Cioè in un piano per combattere il riscaldamento climatico. Ad esempio con l’obiettivo di emissioni zero entro il 2050 come da poco annunciato dal Regno Unito. Significa attuare politiche che poi si ripagherebbero da sole, perché rilancerebbero l’innovazione, porterebbero alla creazione di nuove imprese e favorirebbero la produttività”.

Salario minimo

Nella nuova visione rimarrebbe il salario minimo, a livello nazionale “nell’attesa di quello europeo”, che avrebbe un impatto positivo sulla domanda e sulla riduzione delle disuguaglianze. Questi, secondo Roventini, rappresentano i “punti di contatto” tra il Movimento e il Partito democratico. Se così sarà, però, “che si guardi a lungo termine. Perché all’Italia non servono ‘governicchi’ ma un esecutivo di largo respiro che abbia voglia di affrontare i problemi del Paese e la vera priorità del nostro tempo, che non è l’immigrazione ma il cambiamento climatico”.