Un consiglio non richiesto a Salvini: indietro tutta! Non è sconfitta: ma intelligente ripensamento d’onore e buon senso!

Giuseppe Conte e Matteo Salvini
Giuseppe Conte e Matteo Salvini
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Finalmente un Presidente del Consiglio, non eletto da nessuno, non legato da vincoli di partito, sta dimostrando con una sapiente e dignitosa lettera indirizzata al suo vice, e un anno di appassionata e abile azione istituzionale, condotta nel paese ed in Europa, che in questa Italia semisbrindellata da qualche decennio, può rinascere una classe dirigente degna di rappresentare il popolo italiano e la Repubblica, con la disciplina e l’onore scritti nella Costituzione, al servizio dei cittadini e delle sue più alte istituzioni repubblicane da tempo offuscate da maneggi occulti, inciuci di potere, mafie di “casta” indegni e perversi.

Quelle ipocrisie politiche contro le quali il “vecchio” partito di Salvini coniava “Roma ladrona”

e che oggi, a guida matteosalviniana raccoglie larghi e crescenti consensi da Lampedusa alle Alpi, dopo il “contratto”stilato nero su bianco per “governare insieme”, in due, ma spesso in contrasto. Insieme con chi, vinte le elezioni per volontà di “vaffa” elettorale nazionale ai tanti politicanti di carriera, ai continui voltagabbana e risse parlamentari, alle indegne partitocrazie corrotte, per un creduto vero cambiamento scoperto poi in effetti più legato alla negazione di quanto già progettato “prima” dagli altri, che alle responsabili attualità di Governo, accettate “col mugugno”.

Allora si rompe. Il “contratto” si sfalda, s’alza la barriera: mozione di sfiducia in Parlamento a Ferragosto.

Salvini, già abbronzato al Papeete, crede facile richiamare al dovere di Parlamento i parlamentari dal mare. Tornano a Roma, di malavoglia sotto i 39°, Una indegna gazzarra, tra le grida e dissenso urlato gli boccia le mozioni urgentissime per il giorno dopo, e non solo alla Lega, anche Fratelli d’Italia e la Bedini FI scontano l’azzardo. Tutto slitta, votato “no” a maggioranza, al 20 agosto, il prossimo martedì: il lungo weekend ferragostano è salvo, poi si vedrà…

Quella “sfiducia” al Presidente del Consiglio, la ritiri Matteo. E torni al Governo, senza baci stavolta. E stringa la mano a Conte

ma senza scomporsi per la marcia indietro, che salva il paese da un altro inaccettabile inciucio già in marcia, che riporta ordine responsabilità e legalità, che dimostra e amplifica il Suo senso dello Stato, tornando al Ministero. Anzi, gli italiani saranno con Lei, ancora, per la mossa tentata, per la sveglia suonata al sistema, e agli alleati dei troppi no senza motivo, senza ragione.

Scommettiamo ?

Ennio Testa
Nel mezzo del cammin di… sua ottava decade, e non sentirsela addossol, dopo averne viste, sentite, vissute, lette e meditate di tutti i colori, di luce e di buio. Nato e vissuto a Roma, la città del cuore, di cui ama persino i “sanpietrini”, con ascendenze e attiva tradizione milanese, trasferito poi nelle terre etrusche altrettanto amate. Libero e vagabondo ha calpestato e conosciuto le vie di tutta l’Italia e della mezza Europa dove l’impegno l’ha portato, sommando esperienza e saperi che oggi l’aiutano a scrivere.