Conte scrive a Salvini e racconta la sua verità sulla Open Arms

Oggi, giovedì 15 agosto, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha scritto, sul proprio profilo Facebook, una "lettera aperta" indirizzata a Matteo Salvini.

Giuseppe Conte e Matteo Salvini
Giuseppe Conte e Matteo Salvini

Oggi, giovedì 15 agosto, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha scritto, sul proprio profilo Facebook, una “lettera aperta” indirizzata a Matteo Salvini. Il tema principale è la Open Arms, che ieri ha dichiarato di aver ricevuto il permesso di sbarco in Italia dal Tar del Lazio. “Ti scrivo – inizia Conte – perché il caso della nave Open Arms domina ormai le prime pagine dei giornali. E perché sono costretto a constatare che anche la corrispondenza d’ufficio tra la Presidenza del Consiglio e il Viminale viene poi riportata sui giornali”. “Allora – continua il Premier sfoggiando la prima di tante stoccate – tanto vale renderla pubblica all’origine, per migliore trasparenza anche nei confronti dei cittadini”.

Conte scrive a Salvini

“Ti ho scritto ier l’altro una comunicazione formale – continua Conte -. Con la quale, dopo avere richiamato vari riferimenti normativi e la giurisprudenza in materia, ti ho invitato, letteralmente, ‘nel rispetto della normativa in vigore, ad adottare con urgenza i necessari provvedimenti per assicurare assistenza e tutela ai minori presenti nell’imbarcazione‘”. Ed ecco subito la seconda stoccata: “Con mia enorme sorpresa, ieri hai riassunto questa mia posizione attribuendomi, genericamente, la volontà di far sbarcare i migranti a bordo”.

E ancora: “Comprendo la tua fedele e ossessiva concentrazione nell’affrontare il tema dell’immigrazione riducendolo alla formula ‘porti chiusi’. Sei un leader politico e sei legittimamente proteso a incrementare costantemente i tuoi consensi. Ma parlare come Ministro dell’Interno e alterare una chiara posizione del tuo Presidente del Consiglio, scritta nero su bianco, è questione diversa”. Questo “è un chiaro esempio di sleale collaborazione, l’ennesima a dire il vero, che non posso accettare”.

Il passaggio sull’immigrazione

“Come ho sempre pubblicamente rappresentato – scrive ancora Conte -, il tema dell’immigrazione è un tema complesso. Va affrontato con una politica di ampio respiro, come ho provato a fare sin dal primo Consiglio Europeo al quale ho partecipato, a fine giugno 2018, evitando di lasciarci schiacciare dai singoli casi emergenziali. Da subito ho elaborato una piattaforma politica fondata su sei premesse e dieci obiettivi, in modo da inserire tutte le singole iniziative in questa prospettiva strategica, sempre costantemente ispirata alla tutela dei diritti fondamentali e, in particolare, della dignità della persona e alla protezione dei nostri interessi nazionali, sovente compromessi nella gestione del fenomeno migratorio“.

E poi: “Ho personalmente contribuito a perseguire questo nuovo indirizzo politico, di maggiore rigore rispetto al passato”. Con l’obbiettivo di “contrastare più efficacemente l’immigrazione illegale e la moderna e disumana ‘tratta dei disperati’, alimentata dalle organizzazioni criminali“.

“Incrementare la cooperazione tra i Paesi”

Ho viaggiato in lungo e in largo in Africa e nel Medio Oriente per incrementare la cooperazione nei Paesi di origine e nei Paesi di transito, dove si concentrano le rotte dei migranti – continua Conte. “Abbiamo sempre lavorato intensamente, coinvolgendo anche il Ministro Moavero, per rendere più efficace il meccanismo dei rimpatri per i migranti che non hanno diritto ad alcuna protezione”.

“Mi batterò sino all’ultimo giorno perché si affermi un meccanismo europeo, da applicare in via pressoché automatica, per operare una redistribuzione che veda tutti i Paesi dell’Unione pienamente coinvolti, in modo da evitare che i Paesi di primo sbarco, come l’Italia, siano abbandonati a se stessi”.

“Redistribuzione dei migranti”

Conte va quindi più nel dettaglio spiegando la sua idea di cooperazione tra i Paesi. “Pur in attesa che si attui questo meccanismo europeo, sono sempre personalmente intervenuto, con gli altri Paesi europei, per pretendere e ottenere una redistribuzione dei migranti che sono sbarcati nei nostri porti. E a questo proposito dobbiamo dare atto che sia la Commissione europea sia alcuni leader europei ci hanno sempre teso la mano per sbloccare situazioni emergenziali”.

“Questo è il momento di insistere in direzione di una soluzione sempre più europea. Altrimenti l’Italia si ritroverà completamente isolata in una situazione che diventerà, nuovamente, via via sempre più ingestibile. La nuova Presidente della Commissione Ursula von der Leyen, nei colloqui sin qui avuti, mi è sembrata molto determinata a percorrere questa strada e a darci una mano risolutiva”.

“Interessi nazionali”

Infine Giuseppe Conte scrive a Salvini ammonendolo per le sue posizioni intransigenti. “In definitiva, se davvero vogliamo proteggere i nostri ‘interessi nazionali’, non possiamo limitarci a esibire posizioni di assoluta intransigenza. Abbiamo chilometri di coste e siamo a una manciata di ore di navigazione dall’Africa e dal Medio Oriente. Da ultimo tu stesso hai constatato come è difficile contrastare i quotidiani, minuti sbarchi clandestini.

Non possiamo agire da soli. Dobbiamo continuare a insistere in Europa, come peraltro hai fatto Tu, di recente a Helsinki. E’ questa la direzione giusta. Poi non oscuriamo quello che abbiamo fatto di buono. Se mai rammarichiamoci per quello che ci riproponevamo di ottenere e ancora non abbiamo ottenuto”.

Conte scrive a Salvini aggiornandolo sulla Open Arms

“Un ultimo aggiornamento sulla vicenda Open Arms – conclude Conte -. Francia, Germania, Romania, Portogallo, Spagna e Lussemburgo mi hanno appena comunicato di essere disponibili a redistribuire i migranti. Ancora una volta, i miei omologhi europei ci tendono la mano. Siamo ormai agli sgoccioli di questa nostra esperienza di governo. Abbiamo lavorato fianco a fianco per molti mesi e ho sempre cercato di trasmetterti i valori della dignità del ruolo che ricopriamo e la sensibilità per le istituzioni che rappresentiamo”.


Infine: “La tua foga politica e l’ansia di comunicare, tuttavia, ti hanno indotto spesso a operare ‘slabbrature istituzionali’, che a tratti sono diventati veri e propri ‘strappi istituzionali’. Per queste ragioni mi sono ritrovato costretto a intervenire varie volte non per l’ansia di contrappormi politicamente alle tue iniziative, ma per la necessità di rivendicare l’applicazione del principio di ‘leale collaborazione’, che è fondamentale per il buon funzionamento delle istituzioni pubbliche. Il consenso politico a cui ogni leader politico aspira si nutre della fiducia degli elettori. Ma se non alimentiamo la fiducia dei cittadini nelle istituzioni pubbliche si crea un cortocircuito e alla fine prevalgono rabbia e disaffezione. Dobbiamo tutti operare per riconoscere piena dignità alle istituzioni che rappresentiamo, nel segno della leale collaborazione”.


Conte non manca nemmeno di dare al Ministro dell’Interno una lezione, subito prima di salutarlo e auguragli un buon ferragosto. “Hai alle spalle e davanti una lunga carriera politica. Molti l’associano al potere. Io l’associo a una enorme responsabilità”.