Si definisce il fronte del governo di scopo

Sulla crisi di governo si affaccia il fronte del governo di scopo dopo le votazioni in Senato in cui soino state bocciate le proposte del centrodestra

Si profila un governo di scopo
Si profila un governo di scopo
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Clamorosa débâcle per la Lega in Aula il 13 agosto. Tutte le proposte avanzate dal centrodestra sono state respinte, mentre si profila la possibilità di un governo “di scopo” proprio senza la Lega. Almeno stando ai numeri che sono stati chiari durante le votazioni in merito all’agenda della crisi del governo Conte.

Crisi di governo: bocciate le proposte del centrodestra

Tre proposte, tre bocciature. A partire da quella di Forza Italia di votare la sfiducia a Conte in coda al calendario dell’Aula, che è stata respinta con 161 no contro 126 sì, fino a quella della Lega, che prevedeva di votarla oggi alle 16. Stessi numeri per la proposta avanzata da La Russa di votare la moziuone di sfiducia in coda all’ordine del giorno della seduta del 20 agosto, che prevede le comunicazioni del Premier.

Il possibile governo “di scopo”

Del resto, Matteo Renzi aveva sottolineato già poco prima di entrare a Palazzo Madama: Il tabellone di oggi al Senato ci dice che la maggioranza c’è e non con Salvini. Il fronte che cerca di porre un freno a Matteo Salvini è sempre più compatto, formato da Pd, M5S, senatori delle Autonomie e del Misto. E’ così che si fa largo l’idea di un governo di scopo.

La proposta è stata lanciata da Goffredo Bettini, e ha avuto l’avallo di Dario Franceschini, che per primo aveva lanciato l’idea di un patto con il M5S. E sebbene Nicola Zingaretti si sia detto inizialmente contrario, non ha chiuso del tutto la porta alla proposta. L’obiettivo sembra quello di far emergere una proposta politica dai primi due partiti dell’attuale Parlamento. Per questo l’ipotesi di un’eventuale incarico a Carlo Cottarelli sembra in calo, mentre salgono nomi alla ribalta nomi più legati ai partiti protagonisti in questo momento. Girano voci su Roberto Fico o Raffaele Cantone, che è personalità stimata da tutti e due gli schieramenti. Un Conte-bis sembra invece improbabile.

Il calendario dei lavori

Il calendario dei lavori è comunque stato deciso. Se il 20 agosto Conte riferirà in Senato, il 21 alle 11.30 è atteso alla Camera. Il giorno successivo, il 22 agosto alle 15 si voterà invece il ddl sul taglio dei parlamentari.