Crisi di Governo, il Senato decide sul calendario

Alla 18 di oggi, martedì 13 agosto, si è aperta la seduta in Senato per decidere il calendario dei lavori per gestire tutti i passaggi della crisi di Governo.

Giuseppe Conte e Matteo Salvini
Giuseppe Conte e Matteo Salvini
Clicca qui per ascoltare l'articolo

Alla 18 di oggi, martedì 13 agosto, si è aperta la seduta in Senato per decidere il calendario dei lavori per gestire tutti i passaggi della crisi di Governo. Nella giornata di ieri, lunedì 12 agosto, la riunione dei capigruppo ha comunicato che Conte sarebbe stato in Aula martedì 20 agosto. La Lega ha però insistito per votare la sfiducia al Premier nella giornata di mercoledì 14 agosto. Gli occhi di tutti nel centrodestra erano verso la posizione di Forza Italia, che però ha subito, tramite Anna Maria Bernini, affermato di voler votare subito la mozione di sfiducia al Governo Conte.

Crisi di Governo, in Senato interviene Salvini

Subito ha preso la parola Matto Salvini: “I riti della politica sono lontani dai problemi del Paese reale. Abbiamo anche sentito che ‘non bisogna disturbare i senatori durante ferragosto”. Qui però il leader della Lega è stato interrotto dalle urla e dagli insulti dalle opposizioni. E Salvini ha risposto: “Non capisco questa preoccupazione, Renzi ha detto che avete già vinto, tra l’altro invidio un po’ di abbronzatura”. Poi ha continuato il suo discorso: Cosa c’è di più bello di dare la parola agli italiani? Di cosa avete paura? Capisco la preoccupazione di Renzi, che con il male che ha fatto agli italiani non sarà mai più votato, ma non degli altri”.

Salvini si è rivolto anche a Di Maio: “Per quanto riguarda il taglio dei parlamentari, possiamo farlo subito, per chiudere in bellezza. Rispetteremo il contratto e poi il voto per dare un governo agli italiani!“. Salvini si ferma e fa un’altra stoccata: “Ecco che il Pd non interrompe più, e anche qualche abbronzatura si è sbiancata”. E ancora: “Io non temo le minacce. Andiamo subito al voto e scongiuriamo l’aumento dell’Iva, un’invenzione del Governo Renzi”. E ancora: “Siamo noi i fascisti che vogliamo andare a votare. Non ho mai conosciuto un fascista che vuole andare al voto. Mettetevi d’accordo con voi stessi!”. Infine:Avete la coscienza sporca e avete paura!“. E siccome dai seggi del Pd continuavano a levarsi insulti, Salvini si è rivolto al Movimento 5 stelle: “Prima di allearvi con questa squadra pensateci due volte”.

Andrea Marcucci (Pd)

Dopo Salvini ha preso la parola il senatore Marcucci del Partito democratico: “Non accetto lezioni da chi al parlamento europeo aveva il record di assenze. Per noi questa è una bella giornata. Oggi mettiamo fine al Governo di Salvini. Noi riteniamo che sia giusto dare il tempo a Conte di parlare alle aule”. Poi, dopo una breve pausa, ha continuato: “Le sue parole, Ministro Salvini, continuano a preoccuparci. Lei non ha paura di noi. Lo capisco, perché noi abbiamo rispetto delle istituzioni. Lei invece ci fa paura, per i modi che ha di porsi, per quello che vuole fare!”.

Sulla stessa linea anche Loredana De Petris, di Liberi e Uguali: “Il Ministro pensa di gestire le elezioni da Ministro dell’Interno, non può farlo. Lei non ha paura del voto. Ma ha paura dei Processi!”. E ancora: “Lei in questi mesi ha avuto un ruolo nefasto in questo Paese. Ha alimentato odio e tutti i sentimenti peggiori. Lei non ha rispetto né della democrazia né dei nostri valori costituzionali”.

L’intervento di Fratelli d’Italia

Il capogruppo di Fratelli d’Italia Luca Ciriani ha espresso l’esigenza di votare subito la mozione di sfiducia: “Dobbiamo votare subito. Se l’alibi da togliere è quello della riduzione dei parlamentari, noi voteremo subito e voteremo sì. Niente giochetti, niente furbizie. Noi costatiamo che l’esperimento governativo è fallito. Se c’è un rammarico è che la spina andava scattata prima. Giusto per evitare che qualche furbetto potesse appellarsi alla democrazia, alle istituzioni piuttosto che non votare. Non possiamo prendere in giro gli italiani”. Infine: “Oggi, probabilmente, nascerà una nuova maggioranza, tra Pd, Leu e Movimento 5 stelle. Questa sarà una maggioranza scandalosa, che ha litigato su tutto, che si è insultata su tutto, ma che si metterà insieme per il timore delle urne”.

Stefano Patuanelli del Movimento 5 stelle

Dopo un breve intervento di Forza Italia, ha preso la parola il senatore Stefano Patuanelli del Movimento 5 stelle. “Questo è un giorno importante, ho anche visto senatori che non avevo mai visto. I 5 stelle non hanno paura del voto. Domani si celebra la celebrazione del Ponte Morandi, non possiamo permettere che in quest’aula si discuta la sfiducia. Non possiamo votare domani anche per il taglio dei parlamentari. O voteremo per il taglio o per la sfiducia”.

Crisi di Governo, il voto in senato

Subito dopo le parole del Movimento 5 stelle, si è aperta la votazione. Il Senato alla fine non approva la mozione della Lega. Si andrà quindi al dibattito e alla votazione sulla sfiducia al Governo Conte il giorno 20 agosto.