Crisi di governo: la data del voto di sfiducia verrà decisa dal Senato

Sarà il Senato ad avere l'ultima parola sulla data in cui il Premier dovrà riferire in Senato riguardo alla crisi di governo

Crisi di governo
Crisi di governo

Dalla Conferenza dei capigruppo che si è svolta il 12 agosto per votare le tempistiche della crisi di governo sono emersi due blocchi ben definiti. Da una parte M5S, Pd, Misto e Autonomie, dall’altra Forza Italia, Lega e FdI. E oggi è il giorno della verità, in cui l’Aula del Senato voterà il calendario, a partire dalle 18. L’assemblea in cui Giusppe Conte sarà chiamato a relazionare sulla crisi, dovrebbe però essere martedì 20 agosto.

I due schieramenti sul voto per la crisi di governo

La Capugruppo non ha presentato una data univoca, e per questo è stato necessario che l’organismo si esprimesse a maggioranza. E’ stato la momento delle votazioni che si sono delineati con chiarezza i due gruppi differenti.

Da una parte, il primo fronte ha proposto come data il 20 agosto. Il secondo invece, costutito dal centodestra compatto, ha chiesto che si procedesse il 14 febbraio, dopo la commemorazione del Ponte Morandi. E che non si lasciasse spazio alle comunicazioni del Premier Conte ma si passasse direttamente al voto della mozione di sfiducia. Non essendoci voto unanime, anche se il fronte del centrodestra è apparso in netta minoranza, sarà l’Aula a decidere. Del resto, il risultato appare chiaro, se si guardano i numeri. I senatori favorevoli al 20 agosto sono 170, di cui 107 solo del M5S – che saranno tutti presenti, fanno sapere -. A questi 107 se ne aggiungono 51 del Pd e gli 8 delle Autonomie. Il Misto conta 15 senatori, e di questi, la metà dovrebbe essere afvorevole alla data del 20 agosto. Il centrodestra, invece, può contare solo su 138 voti.

I commenti della politica

La data però non mette d’accordo tutti, tanto che la Presidente del gruppo Misto Loredana de Petris ha dichiarato, in merito alla data: “E’ una cosa gravissima perché non permetterà a tutti i senatori di essere presenti”.

E Matteo Renzi rincara la dose: “La scelta della Presidente Casellati di convocare il 13 agosto un’assemblea per il calendario non è solo una provocazione: è l’ennesima scelta partigiana di una Presidenza d’Aula che vuole compiacere Salvini, ancora una volta. Ma che in realtà finirà con il fare un danno alla Lega“. “Penso che domani (oggi, ndr) sul calendario Salvini perderà il primo voto di una lunga serie. E sarà plastico che #CapitanFracassa è in minoranza. Io come tutti i colleghi senatori domani (oggi, ndr) mi presenterò alle 18 al Senato. E ho come la sensazione che da domani (oggi, ndr) sarà chiaro che la democrazia parlamentare non è la spiaggia di Milano Marittima“, prosegue l’ex premier.