Caos nelle opposizioni, Renzi spinge per un “Governo di scopo”

La crisi di Governo sembra aver creato più caos tra le opposizioni che tra i membri del ex alleanza. Matteo Renzi, in particolare, ha diviso il Pd, spingendo per un "Governo di scopo".

Renzi spinge per un Governo di scopo
Renzi spinge per un Governo di scopo

La crisi di Governo sembra aver creato più caos tra le opposizioni che tra i membri del ex alleanza. Matteo Renzi, in particolare, ha diviso il Pd, spingendo per un “Governo di scopo”. Di diverso parere invece il segretario del partito, Nicola Zingaretti, che ha dichiarato di non temere di andare a nuove elezioni. Renzi però vuole provare a creare un governo “No tax” e ha strizzato l’occhio a Movimento 5 stelle, Leu e FI.

“Governo di scopo”

La proposta di Renzi ha spaccato in due i democratici, facendo al contempo innervosire Matteo Salvini. Il leader leghista, infatti, forte dei sondaggi che lo danno quasi al 40%, spinge invece per le elezioni immediate. Salvini avrebbe già infatti “ideato” una sua manovra per evitare l’aumento dell’Iva, che prevede taglio delle tasse e pace fiscale. Ha anche programmato un incontro con FI e FdI, in vista di una nuova possibile coalizione di Centrodestra. La palla passerà presto nelle mani del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che dovrà gestire ciò che seguirà la caduta del Governo Conte.

La proposta di Renzi ha per il momento raccattato qualche consenso, condito sempre da “tuttavia” e da “però”, e qualche “No” secco e senza appello. Forse nella stessa giornata di oggi, lunedì 12 agosto, si conoscerà qualche ulteriore dettaglio. Prevista, tra poche ore, infatti, la riunione di tutti i capigruppo, che dovranno stabilire la data della discussione al Senato della mozione di sfiducia al Governo di Conte.

Caos nel Pd

In ogni caso, il Pd è piombato nel caos. Matteo Renzi può contare sulla frangia dei suoi “fedellissimi”, che sono in maggioranza sia al Senato e alla Camera, sia dentro il partito. Zingaretti però non ci sta a essere scavalcato. Ha infatti già affermato con grande chiarezza che non avvalerà mai “una esperienza di governo Pd-M5s per affrontare la drammatica manovra di bilancio e poi magari dopo tornare alle elezioni”. Questo, continua il segretario dem, rischierà di “dare uno spazio immenso a Salvini”.

Renzi però potrebbe contare sul sostegno di Pietro Grasso, ex presidente del Senato e leader di Leu, che potrebbe perfino proporre come premier lo stesso Conte o Tria.

La crisi vista da Destra

A destra la situazione è più chiara. Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni è in perfetta armonia con la Lega, e vuole la caduta del Governo Conte e nuove elezioni immediate. I sondaggi, infatti, danno la loro coalizione come vincente. Qualche dubbio arriva solo da Forza Italia, con Berlusconi che prima vuole vederci chiaro. Soprattutto vuole capire cosa dovrà concedere ai suoi alleati. La Lega quindi spinge per una “prova di lealtà” dello storico leader di Centrodestra. Da qui la richiesta a dire un secco “no” a un qualsiasi Governo Istituzionale.

I movimenti del Movimento 5 stelle

Luigi Di Maio, intanto, sta provando a mettere in campo le sue contromosse. “Se ce ne sarà bisogno staremo lì anche a Ferragosto – ha dichiarato -. Dobbiamo tagliare i 345 parlamentari. Siamo a un passo. Bastano due ore! L’unica apertura che ci interessa è questa, la chiediamo a tutte le forze politiche”.

Il Web impazza per il Governo di Scopo

La situazione è seria, per non dire tragica. Il Governo di Scopo, altro nome del Governo istituzionale – un nome che evoca brutti ricordi a molti italiani – si presenta come una possibile soluzione alla crisi di Governo. Però, almeno per il momento, molti utenti del Web, complici i caldi giorni di agosto, dove tutti preferiscono stare sereni, prendono la situazione sottogamba, ironizzando sul nome. In particolare con la parola “scopo”, utilizzata anche in un altro senso. Una situazione è destinata a peggiorare, soprattutto nel caso in cui Silvio Berlusconi, uno dei principali leader su cui si è concentrata l’ironia della rete, decida effettivamente di dire sì alla proposta di Renzi, e quindi prendere parte al Governo di scopo.