Crisi di Governo, il bilancio dei 14 mesi di Lega e 5 stelle

Salvini ha aperto ufficialmente la crisi di Governo, dopo aver annunciato che il parlamento non aveva più una maggioranza. Un primo bilancio dei 14 mesi di Lega e 5 stelle.

Crisi di Governo, il bilancio degli ultimi 14 mesi
Crisi di Governo, il bilancio degli ultimi 14 mesi

Ieri, giovedì 8 agosto, Salvini ha aperto ufficialmente la crisi di Governo, dopo aver annunciato che il parlamento non aveva più una maggioranza. In una giornata caotica, in cui si sono susseguite notizie e smentite, mosse e contromosse, era difficile capire effettivamente quello che stava succedendo. Oggi, venerdì 9 agosto, i contorni della cresi hanno cominciato a delinearsi con più timidità. La Lega, infatti, ha presentato una mozione di sfiducia a Conte.

Crisi di Governo, il bilancio degli ultimi mesi

I 14 mesi vissuti fino a questo momento dal Governo giallo-verde sono stati a dir poco turbolenti. Tanti litigi, tante provocazioni, la tensione che regnava costante. Poi riappacificazioni e chiarimenti, per infine ricadere in scontri ideologici, come sulla Tav, che si sono rivelati insormontabili.

Tutti i problemi si sono presentati fin dai primi giorni, quando il Governo, ben 88 giorni dopo le elezioni, si era formato. L’accordo firmato dai due leader, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, non è bastato, evidentemente, per cucire i due partiti in uno unico.

Economia e immigrazione

Tanti i terreni di scontro, ma due su tutti: economia e immigrazione. Il decreto dignità, fortemente voluto dal Ministro del Lavoro Luigi Di Maio, era stato osteggiato parecchio dagli alleati della Lega. In particolar modo per la parte che riguardava i contratti a termine. Sempre sul fronte dell’economia, constanti anche le diatribe sulla Legge di Bilancio. I 5 stelle sostenevano a spada tratta il reddito di cittadinanza, mentre la Lega puntava su Quota 100 e sulla pace fiscale, che i pentastellati alla fine hanno approvato nonostante avessero da sempre promesso “mai condoni”.

Sull’immigrazione, poi, gli scontri si sono moltiplicati. I 5 stelle hanno spesso attaccato il Ministro dell’Interno per la chiusura dei porti. Hanno causato litigi feroci anche il dl Sicurezza bis contro le ong e gli sbarchi dei migranti. Anche qui, però, alla fine l’ha avuta vinta Salvini.

Ilva di Taranto, Flat taz e legittima difesa

Gli alleati si sono presi metaforicamente a cazzotti anche sulla questione che riguardava l’Ilva di Taranto e la legittima difesa. Ma le divisioni più forti si sono dimostrate solo negli ultimi mesi, in vista anche di una nuova legge di bilancio da fare approvare in autunno. La Lega ha tirato dritto verso la flat tax, mentre il movimento vuole il salario minimo. Tuttavia non si possono mantenere tutte e due le promesse.

Senza dimenticare poi la questione delle autonomie, Salvini ha lanciato il suo ultimatum, specificando che non vorrebbe vedere un altro no. E perfino la riforma della giustizia è stata teatro di un altro duro confronto. Di Maio ha sempre difeso il ministro della Giustizia Bonafede definendo la riforma “epocale”, dall’altro il leader del Carroccio che definisce il ddl “acqua fresca”. Poi c’è stato il nodo del Salva Roma, sostenuto da chi vorrebbe alleggerire il debito della Capitale. Infine scontri sul tema dei vaccini, della cannabis, dell’uso dei contanti e la crisi in Venezuela.

Fondi russi alla Lega e il caso Siri

La Lega è stata anche attaccato dal suo alleato di Governo per il caso del sottosegretario del Carroccio, Armando Siri, indagato per corruzione. Duri attacchi sono arrivati anche a seguito dei presunti fondi russi dati alla Lega. In ogni caso, come già accennato, il tema su cui il governo sembra essersi spaccato è quello sulla Tav. Qui non c’è mai stato nemmeno una bozza d’accordo. Profetiche, a questo punto, le parole di Silvio Berlusconi: “Vedrete, il governo cadrà sulla Tav”.

Crisi di Governo, le prime reazioni dalle opposizioni

La crisi di governo ha subito scatenato le opposizioni. Su tutti, è spiccato il commento di Matteo Renzi: “Dicevano: governeremo 30 anni e non hanno retto nemmeno 14 mesi. Dicevano: faremo ripartire l’Italia e hanno riportato a zero il PIL e bloccato la crescita. Dicevano: saremo la Terza Repubblica e hanno governato litigando come in terza media. Nelle prossime ore disegneremo il nostro futuro. Chi vuole darci una mano, chi non si rassegna, chi non si arrende fondi un comitato di azione civile (www.comitatiazionecivile.it) oggi stesso, si faccia sentire, non resti alla finestra”.

E ancora: “C’è molto da fare per restituire speranza e bellezza al Paese dei nostri figli. Ma intanto parliamoci chiaro: avevamo ragione quando dicevamo che la realtà avrebbe sconfitto la propaganda. E Salvini non gioca la carta della crisi perché si sente forte: Salvini gioca la carta della crisi perche ha paura, è terrorizzato, è in difficoltà. Rischia di far aumentare l’IVA, fa ballare la Borsa, manda in crisi il Nord produttivo. E ha troppe vicende che lo inquietano. Io dico che Capitan Fracassa ha fatto l’errore politico della vita. Ne parleremo nei prossimi giorni. Intanto: il Governo va a casa, il tempo è stato galantuomo. Un passo avanti”.

Nelle ultime ore, sulla crisi di Governo si è fatta sentire anche Giorgia Meloni: “Come sempre sostenuto da Fratelli d’Italia non è possibile dare all’Italia il Governo di cui ha bisogno insieme al M5S di Di Maio, Fico e Toninelli. Bene la Lega che ne ha preso atto. Ora si torni al voto per dare agli italiani il governo sovranista che alle ultime elezioni europee hanno dimostrato di volere. Un Governo che abbia come priorità la difesa dei confini e dell’economia italiani, la riduzione delle tasse e il sostegno a chi crea posti di lavoro”.