Riforma della Giustiza, Salvini: “Non facciamo le cose a metà”

La Lega non arretra di un passo sulla riforma della Giustizia del Ministro Bonafede, che definisce vuota e inutile e afferma: "Non la voteremo"

Riforma della Giustizia
Riforma della Giustizia, (foto AdnKronos)

Matteo Salvini lancia un avvertimento al M5S sulla riforma della Giustizia: “Non siamo al mondo e al governo per fare le cose a metà”. Nessuna via di mezzo dunque, mentre il vicepremier auspica una riforma “pesante, significativa, che dimezza i tempi dei processi”.

La posizione della Lega sulla Riforma della Giustizia

La Lega non arretra dalle sue posizioni, dopo le otto ore del Consiglio dei MInistri del 31 luglio che hanno portato, appunto, ad un accordo “a metà”. Del resto, il Carroccio chiede “sanzioni certe per magistrati che sbagliano o allungano i tempi, no a sconti di pena per i criminali e un impegno per la separazione delle carriere e anche del Csm per garantire giustizia efficiente, equa e imparziale”. “I cittadini non possono essere ostaggi di processi infiniti“, giustificano dalla Lega.

E anzi, il Carroccio avverte: “Non voteremo una non riforma, vuota e inutile”. “Siamo al lavoro per una reale riduzione dei tempi della giustizia, per un manager nei tribunali affinché diventino realmente efficienti, perché ci sia certezza della pena: colpevoli in galera e innocenti liberi”, dicono poi.

La replica di Bonafede

Dal canto suo, il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede replica duro: “Giochini”. Contro cui poi punta il dito: “Mi viene il dubbio che l’obiettivo sia quello di fare saltare la legge sulla prescrizione, che entrerà in vigore a gennaio 2020″. Ma, ribadisce, “non permetterò a nessuno giochini per far saltare la prescrizione, che è un’isola di impunità che prima di tutto salva colletti bianchi e corrotti”.

Elisabetta Riboldi
Nata il 15 luglio 1992, ho seguito il tipico cursus honorum della letterata milanese: diploma al liceo classico G. Berchet, laurea triennale in Lettere Moderne e magistrale in Filologia Romanza presso l'Università degli Studi di Milano. Fervente appassionata di tutte le arti, curioso nelle librerie, alle mostre, nei musei; per quasi dieci anni ho seguito corsi di teatro e, in seguito, di danza ottocentesca. Ma quella stessa curiosità che mi porta a indagare l'arte e la storia mi àncora fortemente all'attualità, di cui cerco di indagare processi e retroscena.