Andrea Camilleri morto, la frase su Twitter di Salvini nella bufera

Andrea Camilleri è morto oggi, mercoledì 17 luglio e il Ministro dell'Interno Matteo Salvini è finito nel mirino delle polemiche per il suo messaggio di cordoglio.

Matteo Salvini
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Andrea Camilleri è morto oggi, mercoledì 17 luglio. Anche il Ministro dell’Interno Matteo Salvini, assieme ad altri esponenti della politica, ha voluto scrivere una frase di cordoglio per il grande scrittore. Poche parole, in realtà, corredate da una foto del padre di Montalbano. “Addio ad Andrea Camilleri, papà di Montalbano e narratore instancabile della sua Sicilia”, ha scritto infatti il Ministro su Twitter. Poche parole, come detto, che però gli hanno portato tanti insulti e tante reazioni dal popolo del Web.

Andrea Camilleri morto, Salvini commenta

Matteo Salvini e Andrea Camilleri, subito prima del malore che aveva colpito quest’ultimo, aveva litigato sui social. “Non credo in Dio – aveva detto lo scrittore -, ma vedere Salvini impugnare il rosario dà un senso di vomito”. A queste parole non si era fatta attendare la replica di Salvini: “Camilleri dice che ‘Salvini che impugna il rosario mi fa vomitare’. Gli dico Camilleri scrivi che ti passa“.

Oggi, dunque, c’è chi ha aspramente criticato il tweet di Salvini, dandogli, tra l’altro, dell’ipocrita e del provocatore. “Non hai avuto rispetto di lui da vivo dovresti solo vergognarti di onorarlo da morto!!!”, dice qualcuno. “Se c’era una volta, UNA VOLTA, nella vita che potevi non scrivere niente e stare zitto, era in questa occasione”, tuona qualcun altro. E ancora: “Come telegramma può andare. Ma a volte il silenzio è d’oro“. Fra gli utenti, comunque, c’è anche chi ha apprezzato il gesto: “Fu un suo tenace oppositore e il fatto che lei ugualmente lo ricordi dimostra che la Cultura può superare ogni barriera eretta dalla Politica”.

Mattia Pirola
Nato il 18 luglio del 1990, vivo da sempre nella tranquilla Cassina de' Pecchi, alle porte della ben più caotica Milano. Con una laurea in Storia ho soddisfatto la mia voglia di conoscere il passato e con l'attività giornalistica la necessità di analizzare il presente, ben consapevole che questa epoca sarà ricordata per le sue innumerevoli contraddizioni.