Migranti, il generale Tricarico: “La Marina non è al servizio di Salvini”

Sullo scontro tra Viminale e Ministero della Difesa riguardo al ruolo della Marina nei confronti dei migranti si è espresso il generale Tricarico

Migranti
Migranti (foto si repertorio)

E’ nuovamente scontro tra le Forze Armate e il Ministro dell’Interno Matteo Salvini sulla questione migranti. Già una volta i militari avevano ricordato a Salvini la loro dipendenza dal Ministro della Difesa e non da quello dell’Interno. Ma il messaggio non sembra aver sortito alcun effetto. A prendere la parola è questa volta il generale Leonardo Tricarico, ex Capo di Stato maggiore dell’Aeronautica militare. Il generale ha sottolineato però questa volta il ruolo della Marina Militare.

Migranti, la posizione del generale Tricarico

La Marina Militare non è titolare di alcun ruolo né al servizio del ministro Salvini che vorrebbe proteggere le frontiere con unità militari navali”, ha affermato all‘AdnKronos. “Né al servizio del ministro Trenta che ha reso disponibile la Marina militare per accompagnare gli sbarchi a Malta”,

“Andrebbe rifatto ordine nell’utilizzo di unità navali nel Mediterraneo“, spiega,”riassegnando ad ognuno i propri compiti“. In particolare, sottolinea, “prevedendo tempi, modi e procedure, appannaggio esclusivo della Guardia Costiera”. E’ lei infatti, “l’unica titolata a gestire le attività di ricerche e soccorso in mare e a decidere sia l’utilizzo di altre unità navali, militari comprese, sia a individuare porti sicuri, anche in collegamento con tutte le altre guardie costiere competenti”. E poi aggiunge:”Oggi, chi ha la responsabilità istituzionale e una visione che non sia ‘dietro l’angolo’, dovrebbe assecondare la nascita di una Guardia costiera europea“. “Magari a guida italiana”, dice,”universalmente riconosciuta titolare di un’eccellenza che sono le Capitanerie di Porto italiane”.

La necessità di nuove regole

Secondo Tricarico, inoltre, andrebbe fatta una riflessione sull’applicabilità delle regole che fanno capo agli accordi internazionali sottoscritti dai Paesi in ambito Imo (International Maritime Organization). Queste regole furono scritte infatti pensando a chi si trova in difficoltà in mare per motivi contingenti. E non certo “per chi partiva già naufrago all’imbarco”. “Un conto è chi si trova in difficoltà per circostanze impreviste, diverso è chi invece parte già sapendo che sarà naufrago appena lasciata la battigia” conclude Tricarico.

Elisabetta Riboldi
Nata il 15 luglio 1992, ho seguito il tipico cursus honorum della letterata milanese: diploma al liceo classico G. Berchet, laurea triennale in Lettere Moderne e magistrale in Filologia Romanza presso l'Università degli Studi di Milano. Fervente appassionata di tutte le arti, curioso nelle librerie, alle mostre, nei musei; per quasi dieci anni ho seguito corsi di teatro e, in seguito, di danza ottocentesca. Ma quella stessa curiosità che mi porta a indagare l'arte e la storia mi àncora fortemente all'attualità, di cui cerco di indagare processi e retroscena.