David Sassoli, prime parole: “Con me il Parlamento sarà aperto alle Ong”

David Sassoli è il nuovo Presidente del Parlamento europeo, nel suo discorso ha parlato anche di Ong: "Il dialogo delle Ong sarà garantito e assicurato".

David Sassoli
David Sassoli

David Sassoli è il nuovo Presidente del Parlamento europeo. L’europarlamentare Pd è stato designato nella notte tra martedì 2 luglio e mercoledì 3 luglio con 345 voti a favore. Per ottenere la maggioranza assoluta erano necessari 334 voti. Sassoli ha già tenuto il suo primo discorso: “Dobbiamo ridiscutere il regolamento di Dublino. Così fortemente voluto dalla scorsa legislatura“.

David Sassoli, il suo discorso

Sassoli poi ha continuato: “Il Consiglio europeo ha il dovere morale di discutere la proposta del Parlamento di riforma del regolamento di Dublino perché sapete quanta tensione si crei attorno alla non gestione della questione migratoria: i cittadini si chiedono l’Ue dov’è. L’Europa si deve attrezzare e i governi devono trasferire un po’ di potere all’Europa, devono collaborare di più”.

“Come si può essere un Parlamento dei cittadini – aggiunge in seguito – se non ci si apre alla società civile, agli interessi legittimi delle lobby, e soprattutto ai cittadini?”.

Il Ppe era riuscito, con Ursula von der Leyen, ad aggiudicarsi la Commissione europea. I socialisti però si sono vendicati con Sassoli come Presidente del Parlamento. Sassoli è un ex giornalista del tg1 ed esponente del Pd.

Sassoli e le Ong

David Sassoli è intervenuto anche parlando di un tema molto di attualità in Italia, e non solo, in questo momento. “Il dialogo tra il Parlamento e le Ong penso sia costante e normale. Sono qui da dieci anni e le Ong sanno che la porta del Parlamento europeo è sempre aperta: la apriremo ancora di più. Il dialogo delle Ong sarà garantito e assicurato”.


Mattia Pirola
Nato il 18 luglio del 1990, vivo da sempre nella tranquilla Cassina de' Pecchi, alle porte della ben più caotica Milano. Con una laurea in Storia ho soddisfatto la mia voglia di conoscere il passato e con l'attività giornalistica la necessità di analizzare il presente, ben consapevole che questa epoca sarà ricordata per le sue innumerevoli contraddizioni.