Zingaretti non piace più nemmeno al Pd: intanto la Boschi difende Lotti

Il Partito democratico sembra già essere carente di un leader. Il nuovo segretario Nicola Zingaretti deve adesso difendersi da Roberto Giacchetti.

Alleanza tra pd e M5s, non piace a nessuno

Il Partito democratico sembra già essere carente di un leader. Il nuovo segretario Nicola Zingaretti deve adesso difendersi da Roberto Giacchetti, che da Assisi sta guidando la la “rivolta”. Inoltre, Ettore Rosato, Vicepresidente della Camera, ha dichiarato: “Se partiamo dal principio che la politica richiede leadership, io dico che di leadership in giro se ne vedono tante ma di quelle che muovono il Paese ne ho vista una”. Le sue parole facevano riferimento a Matteo Renzi. “Ci siamo messi tutti insieme, D’Alema, Bersani, Casini, Calenda, Pisapia, e dopo un anno di opposizione abbiamo preso 3 punti e mezzo in più. Allora lo dico con preoccupazione, perché i nostri avversari hanno superato il 48%, quindi prendiamo atto che c’è un problema e che la politica non è solo testimonianza”.

Nicola Zingaretti “abbandonato” dal Pd

A tal proposito, in questi giorni, ha preso la parola anche Maria Elena Boschi. “La segreteria ha un ruolo importante ma nessuno di noi ha chiesto uno strapuntino o posti. Non c’è nessuna polemica con le scelte di Zingaretti, al quale auguriamo buon lavoro. Il segretario ha fatto una scelta legittima, nominando solo uomini e donne che lo hanno sostenuto al congresso.

Parole controcorrente rispetto a quelle di Alessia Morani sull’Huffington: “La segreteria varata da Zingaretti ne è la prova più palese: è l’esercizio di bullismo correntizio più potente mai visto dalla nascita del Partito Democratico”.

La Boschi, come se non mancasse latra carne al fuoco, ha parlato anche in merito al caso Luca Lotti“Sono arrivati più attacchi a Lotti dall’interno del Pd che dagli avversari politici. Autosospendendosi ha fatto una scelta che non era scontata e dovuta, di grande generosità verso la comunità del Pd e va quindi rispettato“. 

“Ci dipingono come il passato”

Anna Ascani, che alle primarie ha sostenuto roberto Giacchetti, ha attaccato: “Ci dipingono come il passato e fa ridere. Fa molto ridere. Zanda il futuro e io e gente di 30/40 anni come me il passato. Le comiche, direbbe Zingaretti. Chi pensa di superare il passato recente recuperando il passato remoto è semplicemente pazzo”. Poi tocca proprio a Roberto Giachetti: “Noi non siamo entrati in segreteria non per un capriccio o uno sgarbo. Ma perché non abbiamo condiviso la linea politica del segretario dopo le primarie. Siamo minoranza e abbiamo il diritto di farlo senza che ci venga imputato di essere il ‘fuoco amico'”.

Le divisioni all’interno del partito

Questa spaccatura fa molto male al Pd. Lo sa bene Carlo Calenda, che ha mostrato tutta la sua irritazione: “Facciamola finita con questo cazzeggio. E quando vince Renzi lo sabotano da sinistra e quando vince Zingaretti si incazzano gli altri. Che palle ‘sto partito. Ma andiamo a fare opposizione. Se una componente si sente esclusa potremmo valutare un governo ombra per marcare a uomo i ministri. Persone come Renzi, Morani, Giachetti, Minniti, Nannicini potrebbero farne parte. Che ne dite?”.