Salvini sulla castrazione chimica: l’Italia faccia come l’Alabama

Matteo Salvini interviene sulla decisione dell'Alabama di introdurre la castrazione chimica per gli stupratori di minori under 13.

Salvini sulla castrazione chimica
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Matteo Salvini interviene sulla decisione dell’Alabama di introdurre la castrazione chimica per gli stupratori di minori under 13 e lo fa auspicando che anche l’Italia adotti la “pratica”. Il vice premier, ministro e leader leghista non ha perso tempo ed è andato giù di endorsement (non tanto) concettuale sulla recentissima sterzata legislativa che ha visto la governatrice dell’Alabama Kay Ivey firmare la legge che obbliga i condannati per reati sessuali contro i minori di 13 anni a cominciare la castrazione chimica un mese prima della loro scarcerazione, tra l’altro a proprie spese.

Secondo quel provvedimento legislativo gli interessati dovranno continuare il trattamento di “inertizzazione” delle loro facoltà sessuali fino a quando una apposita corte non decida che lo stesso non è più necessario. La Ivey aveva commentato che questa nuova legge è “un passo verso la protezione dei bambini in Alabama”. Dal di qua dell’Atlantico le ha fatto eco Salvini con un post social secco e senza possibilità di equivoco: “In uno Stato degli Usa hanno approvato la castrazione chimica per chi violenta i minori di 13 anni. Un modo per prevenire altre violenze e intervenire su persone evidentemente malate, oltre che col carcere anche con una cura farmacologica. Sono convinto sia una buona pratica da adottare anche in Italia, come la Lega propone da anni”.

Giampiero Casoni
Giampiero Casoni, 50enne nato a Cassino, è da sempre un cronista di giudiziaria. Ha collaborato ed operato in redazione per Ciociara Oggi, La Provincia, di cui ha curato anche l'edizione nazionale e Provincia quotidiano, che ha recentemente accompagnato in esequie editoriali. Ha partecipato alla fondazione e vita di numerosi free press e pubblicato pezzi per agenzie dell'Alto Casertano aventi a tema soprattutto la camorra aversana. Autore di numerose inchieste sulla camorra domitia dei La Torre, si è cimentato anche con la scrittura, pubblicando romanzi sui clan secondiglianesi e sillogi poetiche. Appassionato di storia e umorista a tempo perso, cura con molta approssimazione e svogliatezza il blog Bignè all'aceto, di cui intende, da qui a qualche secolo, riesumare i fasti potenziali assieme alla compagna, la scrittrice Monia Lauroni, moderna eroina martirizzata dal suo perenne borbottare.