Salva Roma fuori dal Decreto Crescita: salta l’intesa

Il Salva Roma potrebbe essere stralciato dal Decreto Crescita, cosa che fa insorgere la sindaca della Capitale Virginia Raggi

Virginia Raggi
Virginia Raggi
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Il Salva-Roma potrebbe essere presto fuori dal Decreto Crescita. E il problema, qui, è tutto interno al M5S, tanto che Virginia Raggi, a sentire Il Messaggero, è “su tutte le furie con i compagni di partito”. Infatti il M5S aveva aperto già nella mattinata del 3 giugno allo stralcio dell’articolo 38 dal Decreto Crescita. Fatto confermato poi in serata da fonti pentastellate. E la Lega, dal canto suo, non ne fa certo un problema, anzi.

Salva Roma fuori da Decreto Crescita: Virginia raggi insorge

E la sindaca di Roma è insorta. “Ci dicano subito se preferiscono continuare a salvare le casse delle banche, invece che difendere i risparmi dei romani e degli italiani. La nostra pazienza è finita”, aveva detto la sindaca, come riferisce Il Messaggero. Una levata di scude che aveva provocato la reazione anche dell’assessore al Bilancio di Roma, Gianni Lemmetti che tuonava Per la Capitale ci vuole rispetto.

Il voltafaccia del partito farebbe “sentire tradita” la sindaca, e con lei tutta la città. E poiché il Salva-Roma pare essere davvero in pericolo, ecco che Virginia Raggi si rimbocca le maniche. Pensa ad una controproposta, ossia quella di “tagliare i tassi di interesse sul debito storico”.

Tira e molla tra Lega e M5S

E’ un po’ un tira e molla quello sul Salva Roma, che slitta con lo slittare del voto al provvedimento. E se Virginia Raggi spera in una risoluzione che rimetta in sesto i conti della Capitale, i grillini cercano di “salvare capra e cavoli”. Per questo potrebbero accettare la proposta della Lega di rimandare la questione ad un altro provvedimento, che metta insieme i problemi di tutti i comuni in difficoltà. L’alternativa sarebbe, altrimenti, confermare il “comma monco” risultato del Cdm, che addossa tutto il debito precedente al 2008 sul Comune di Roma.

Del resto, come fa notare ancora Il Messaggero, è una battaglia che forse a Di Maio non conviene combattere più di tanto dal punto di vista dei consensi al partito nel resto del Paese. Soprattutto visto il flop delle elezioni, che ha mostrato la netta preferenza degli elettori per la Lega. Per questo la resa dei grillini alle proposte del Carroccio scotta ancora di più alla sindaca, che ritenta: “Il Viminale dovrebbe stare più vincino alla città”. Ma intanto, la Capitale trema.

Elisabetta Riboldi
Nata il 15 luglio 1992, ho seguito il tipico cursus honorum della letterata milanese: diploma al liceo classico G. Berchet, laurea triennale in Lettere Moderne e magistrale in Filologia Romanza presso l'Università degli Studi di Milano. Fervente appassionata di tutte le arti, curioso nelle librerie, alle mostre, nei musei; per quasi dieci anni ho seguito corsi di teatro e, in seguito, di danza ottocentesca. Ma quella stessa curiosità che mi porta a indagare l'arte e la storia mi àncora fortemente all'attualità, di cui cerco di indagare processi e retroscena.