Il lessico dei social che incattivisce tutti, anche i politici

Le generazioni si evolvono e anche sui social network la lingua, per suo essere dinamica, si modifica in corso d'opera e muta.

Il lessico dei social che incattivisce tutti, anche i politici
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Adesso, nel pensiero politico d’oggi ci stanno pure queste stron…e. Gl’italiani da mò che lo sanno… Dopo avere ribadito che il primo pensiero del Governo sono gli italiani (blanditi da un reddito risucchiato indietro) l’attenzione della “governance” si sposta giù.

La questione del lessico sui social

Ormai è il lessico comune dei social, i nuovi incroci stradali del trivio “de ‘na vorta” a gestire il linguaggio di tutti i giorni, quello volgare, parolacciaio, spudorato, che una volta si definiva “da caserma” o “da bar” con la maggiore eleganza possibile, considerata la superiore frequenza di maschi adulti, notoriamente ultrabevitori, sboccati, bestemmiatori e pettegolanti intorno al solito abusato tema delle gonne femminili e delle gambe che ci stanno sotto, specie sotto sbronza che accentua i sogni che son desideri e alimenta l’oratoria.

Anche in seno al Governo il linguaggio cambia, eccome

Sembra però la prima volta che un membro autorevole del Governo in carica si lasci andare ad un commento così colorito, pungente ardito e spassionato, immediatamente “mediatizzato” e trasferito in tempo reale sui canali televisivi di maggiore ascolto, con salaci chiose dei commentatori abituali in conduzione mattutina con ospiti. In attesa della probabile ripresa domani sulle pagine dei quotidiani cartacei. Si dovranno decidere soltanto le virgolette o qualche asterisco dopo l’iniziale: il lettore tanto capirà.

Il dialogo composto da “mal parole”

È vero che l’uso del colore acceso e diretto nel dialogo è caratteristica precipua, geniale e stimolante, delle genti nate e vissute sotto l’influsso magico di Parthenope, soprattutto, e che il vicepresidente del Consiglio è di quelle parti, e assume di continuo posizioni e comportamenti che accentuano quella genialità, ingenua a volte a volte furbesca, quella determinazione forte ma anche indecisa, quell’immediatezza però poi differita, che sono uno dei tanti modi d’arrangiarsi e tirare a campà, finché dura. Popolarità e consenso (le elezioni saranno domenica) si conquista, dopo il rosario, anche dicenno strun…e?

Ennio Testa
Nel mezzo del cammin di… sua ottava decade, e non sentirsela addossol, dopo averne viste, sentite, vissute, lette e meditate di tutti i colori, di luce e di buio. Nato e vissuto a Roma, la città del cuore, di cui ama persino i “sanpietrini”, con ascendenze e attiva tradizione milanese, trasferito poi nelle terre etrusche altrettanto amate. Libero e vagabondo ha calpestato e conosciuto le vie di tutta l’Italia e della mezza Europa dove l’impegno l’ha portato, sommando esperienza e saperi che oggi l’aiutano a scrivere.