Salvini a Milano il 18 maggio, centinaia di migliaia in piazza Duomo

Salvini è a Milano per l'ultima tappa della sua campagna elettorale prevista per sabato 18 maggio 2019. Piazza Duomo è completamente blindata.

Salvini a Milano
Salvini a Milano
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Salvini è a Milano per l’ultima tappa della sua campagna elettorale prevista per sabato 18 maggio 2019. Piazza Duomo è completamente blindata e viene consentito l’accesso solo dopo un controllo delle Forze dell’Ordine. Sono decine di migliaia i manifestanti pronti ad accogliere Matteo Salvini, che a partire dalle 16.30 dovrebbe cominciare a parlare. In città, intanto, è continuata la protesta dei lenzuoli bianchi, che sono spuntati su qualche balcone riportando frasi contro il Ministro dell’Interno.

Salvini a Milano il 18 maggio 2019

Salvini dovrebbe parlare assieme a molti altri leader sovranisti, tra cui Marine Le Pen. E nella piazza, infatti, sono presenti anche alcuni sostenitori del Rassemblement National con bandiere francesi. I militanti della Lega sono arrivati da tutta Italia. I primi sono stati i militanti di Palermo. Su maxischermi sono stati proiettati alcuni degli ultimi discorsi di Salvini. Ogni parola del leader leghista è stata accolta on una pioggia scrosciante di applausi, mentre fischi e insulti sono piovuti su Lilli Gruber e Lucia Annunziata. Sul palco, allestito in piazza Duomo, è bene visibile lo striscione “L’Italia rialza la testa” e “Stop! Burocrati banchieri buonisti barconi”.

“Manifestazione dei sovranisti”

Qualche parola di dissenso è arrivata dall’alto Vicepremier Luigi Di Maio: “Bisogna essere preoccupati – ha detto -. Non solo della deriva ideologica”. Mentre su Salvini dice: “Non ho mai messo in dubbio la sua lealtà.”

Salvini, dal canto suo, ha risposto: “Chiedete a chi aggredisce, all’aggressore. Io sono l’aggredito. A Sassate sono prese le sedi della Lega. C’è un clima di intolleranza verso di me e della Lega. Ho subito 140 attacchi e minacce”.

Le parole di giuseppe Sala

Anche il Sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha commentato l’arrivo di Salvini a Milano il 18 maggio 2019: “Spazio a tutti per fare manifestazioni ma poi quello che io dico a questi sovranisti è che si possono prendere l’Italia, l’Europa, il mondo ma non Milano. Anche perché Milano ha già dovuto sopportare e veder nascere qualcosa che è nato sul ‘me ne frego’. Credo che Milano resisterà”.

Salvini e Marine Le Pen

Prima di Salvini e Marine Le Pen si sono alternati altri leader dei partiti sovranisti europei. Sulla pagina Facebook dello stesso Ministro dell’Interno è possibile seguire la diretta. Sono intervenuti molti leader, tra cui i leader dei partiti sovranisti di Finlandia, Bulgaria, Olanda e Austria. Uno dei nodi cruciali, per tutti, rimane l’immigrazione e la difesa dei confini. Poi non sono mancati gli attacchi all’Europa. Tutti i leader hanno poi ringraziato Matteo Salvini e hanno chiesto “Più Salvini”.

In diretta da Milano, piazza Duomo! Spettacolooo! State con noi!#26maggiovotoLega 🇮🇹

Pubblicato da Matteo Salvini su Sabato 18 maggio 2019

Marine Le Pen

La più attesa era ovviamente Marine Le Pen: “Caro Matteo, cari italiani, vi porto i saluti fraterni dei patrioti francesi. Stiamo vivendo un momento storico. Voi potrete dire a vostri figli io c’ero. Daremo a tutta Europa il segnale della resistenza. Non vogliamo più questa oligarchia senza anima. Non vogliamo più questa Unione europea che fa volare i venti della globalizzazione selvaggia, che fa arrivare schiavi che vendono a disoccupati. Questa società noi non la vogliamo. Quindi diciamo non a questa immigrazione, che mette pericolo la nostra civiltà e i nostri popoli. Vogliamo vivere nei nostri Paesi come vogliamo noi. Questa bella manifestazione è l’atto fondatore della rivoluzione pacifica e democratica che vede la rinascita dei popoli europei“.

E ancora: “La nostra Europa non ha 60 anni, è più che millenaria, è figlia di Atene e di Roma, dell’illuminismo e del Cristianesimo. Mai e poi mai accetteremo che ci venga tolto questo patrimonio materiale e immateriale. Cari amici, il momento è venuto! La prima frase dell’inno nazionale francese lo dice e noi ve la prestiamo. Andiamo figli delle patrie, il giorno della gloria è arrivato! Cari amici il nostro dovere è ora di scrivere il futuro dell’Europa insieme! Il 26 maggio ridaremo il potere ai popoli. Il 26 maggio l’Europa rialza la testa. Viva la Francia, viva l’Italia, viva l’Europa dei popoli!

Il discorso di Salvini

“Questa è una giornata eccezionale. Grazie per essere qua ca cambiare la storia insieme a noi! In questa piazza c’è gente che ama e che rispetta, che non si rassegna a un futuro di paura e schiavitù. Quello che stiamo facendo lo stiamo facendo per i nostri figli e le nostre figli. Il vero soldato combatte non perché odia quello che c’è davanti a lui, ma perché ama quelli che ci sono dietro di lui. In questa piazza non ci sono razzisti, fasciati o estremisti. Gli altri parlano di passato perché non hanno un’idea di futuro. Qua non c’è l’ultra destra, qua c’è il buon senso. Gli estremisti sono quelli che hanno governato l’Europa e negli ultimi anni. Il 18 maggio è nato Papa Paolo Giovanni II, e lui parlava di unità dei popoli non di un’Europa autarchica.”

“Chi ha tradito l’Europa? Chi ha tradito i Padri Fondatori? L’hanno tradita i poteri forti, che venerano il dio denaro e che sono per l’immigrazione fuori controllo. La scelta del 26 maggio è tra il futuro e il passato, tra il lavoro e la disoccupazione. Insieme noi stiamo costruendo il futuro, e io sono orgoglio. Io per voi do la vita, non mi fermo davanti a niente e a nessuno”.

Sull’immigrazione

Non possiamo accogliere il diverso se dimentichiamo quello che siamo. Bisogna fare di tutto perché tutti gli uomini possano stare nel Paese dove sono nati. Io sono contento di aver dato una risposta nei fatti, e non nel le parole. Questa è una piazza ricca di amore e di proteste. Ovunque noi andiamo portiamo il sorriso, lasciando le città più pulite e ordinate”.

“Non può un Paese farsi dettare le regole dai Soros di turno. Se il 26 maggio vinceremo, chiuderemo le porte anche dell’Europa. Qui non entra più nessuno. Una religione che dice che la donna vale meno dell’uomo non sarà mai padrona in casa mia.”

“La rivoluzione dei piccoli”

“Stiamo facendo una rivoluzione, la rivoluzione dei piccoli. Siamo Davide contro Golia. Ma la storia insegna che anche i piccoli, se sono determinati, possono sconfiggere i grandi. Hanno provato ad abituarci alla fame, alla disoccupazione. Ci hanno detto che non c’era niente di diverso. Il 26 maggio io non prenderò 20 impegni. Ne prendo solo uno: vi darò una nuova Europa.”