Francesca Donato (Lega): «Unione Europea da riformare o sarà la fine»

Francesca Donato, in qualità di esponente della Lega, ha rilasciato un’intervista ai microfoni di CiSiamo.info. Un punto di vista su come cambiare l’Europa.

Francesca Donato, candidata della Lega per le elezioni europee (foto Facebook)
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Francesca Donato si è candidata per le prossime elezioni europee sposando il progetto proposto dalla Lega. L’esponente politico ha rilasciato un’intervista a CiSiamo.info analizzando la prossima tornata elettorale. La Donato è un’imprenditrice che da tempo abita in Sicilia ma è di origini venete. Ha scelto di candidarsi per la circoscrizione delle isole Sicilia e Sardegna.

Francesca Donato, da cittadina come ha percepito l’Europa negli ultimi tempi. Il riferimento, in particolare, si rifà agli ultimi 5 anni.

«Come l’hanno percepita molti cittadini italiani e quindi molto male. Le posizioni dell’Europa sono state ostili nei nostri confronti. Nonostante i proclami si è fatto ben poco. L’Europa si è dimostrata intransingente su alcune regole totalmente avulse come i fondamenti economici o le regole di bilancio. Devo dire che è stata poco collaborativa sulla questione dell’immigrazione. L’Italia ha un carico in questo senso non indifferente. L’Europa non ha fatto per nulla il bene dell’Italia».

Cambiare l’Europa è un motivo per il quale ha scelto di candidarsi?

«Assolutamente sì. Da anni lavoro cercando di studiare per cambiare le leggi in Europa. Il sistema della moneta unica devo dire che è stato assolutamente fallimentare. Si è infatti imposta una moneta a quei Paesi che ne ha peggiorato la situazione economica. Soltanto gli Stati più forti, vedi la Germania, hanno aumentato il loro potere economico. Dicono che la Grecia stia crescendo ma devo dire, invece, che ha passato dei bruttissimi momenti. Di fronte a questi precedenti ho sentito il dovere morale, come cittadina e patriota, di intervenire per fare qualcosa».

C’è la possibilità di cambiare l’Europa nel futuro?

«I partiti euroscettici, soprattutto negli ultimi anni, stanno offrendo una nuova possibilità di sviluppo e di confronto. Sono convinta che queste elezioni europee segneranno una netta evoluzione all’interno del Parlamento Europeo. Basterà avere un 30% per avere un peso sulle leggi che arrivano dalla Commissione. Vogliamo nuovi personaggi, anche in seno ai vertici del Parlamento».

Il Partito Democratico sostiene che ci sia un’affermazione delle forze euroscettiche. Secondo il Pd una maggioranza non sarà possibile. Cosa ne pensa?

«Premesso che l’attendibilità dei sondaggi è molto relativa, vedi i precedenti casi come Hillary Clinton vincente su Trump e la questione sulla Brexit. Non mi aspetto una grande maggioranza ma ci interessa superare il 30%. Vogliamo fermare le leggi che non vanno e che arrivano dalla Commissione Europea. Non abbiamo intenzione di dare ancora risalto al potere delle lobby. Il mio lavoro è improntato sulla rivoluzione politica e sul cambiamento. Se lo sforzo sarà vano bisognerà deflagarlo: ciò vorrà dire che qualche altro Paese si preparerà per uscire dall’Unione Europea».

Come giudica la scelta del Regno Unito sulla questione della Brexit?

«Credo che il fatto del pentimento del Regno Unito sia una leggenda mediatica. Quando si parla di Brexit si intervistano i protagonisti di coloro i quali, in realtà, non hanno votato per la Brexit. La gente comune, invece, ha vissuto sulla propria pelle le conseguenze dei trattati europei che impongono regole assolutamente penalizzanti».

In caso di elezioni di cosa vorrebbe occuparsi?

«Sicuramente le politiche economiche riguardanti i Paesi dell’Eurozona. Particolare attenzione sui trattati, sul fiscal compact e su tutte le altre regole. Mi piacerebbe cambiare qualcosa sulla regole riguardanti le lobby: attuare un principio di trasparenza».

Elisabetta Riboldi
Nata il 15 luglio 1992, ho seguito il tipico cursus honorum della letterata milanese: diploma al liceo classico G. Berchet, laurea triennale in Lettere Moderne e magistrale in Filologia Romanza presso l'Università degli Studi di Milano. Fervente appassionata di tutte le arti, curioso nelle librerie, alle mostre, nei musei; per quasi dieci anni ho seguito corsi di teatro e, in seguito, di danza ottocentesca. Ma quella stessa curiosità che mi porta a indagare l'arte e la storia mi àncora fortemente all'attualità, di cui cerco di indagare processi e retroscena.