Emiliano Occhi (Lega): «Ci sono tanti problemi ma è ora di risolverli»

Il candidato della Lega, Emiliano Occhi, ha rilasciato un'intervista a CiSiamo.info analizzando le prossime elezioni europee. Sguardo all'immigrazione e al mondo della cultura.

Emiliano Occhi insieme a Matteo Salvini (foto Facebook)
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Emiliano Occhi ha scelto di candidarsi alle prossime elezioni europee in programma domenica 26 maggio. L’esponente della Lega si è raccontato ai microfoni di CiSiamo.info. Un viaggio fatto di politica e di tanti argomenti pertinenti al partito di militanza. Nella vita di tutti i giorni Emiliano Occhi lavora come geologo.

Come percepisce da cittadino l’Europa negli ultimi cinque anni?

«L’Europa sembra molto distante anche se non dovrebbe esserlo. Gran parte delle decisioni che arrivano dal Parlamento Europeo si ripercuotono sulla vita delle persone. L’Unione Europea incide su tutto ciò che fa il Governo. Secondo noi della Lega l’UE non fa gli interessi dei cittadini ma di chi detiene il potere».

I valori fondanti dell’Europa, quali sono e quali abbiamo perso?

«Sono proprio quelli che riguardano la collaborazione tra i popoli. Non bisogna uniformare le diversità ma valorizzare le differenze culturali. Se un Paese possiede degli impianti industriali avrà anche il proprio tessuto industriale. Non bisogna renderci tutti consumatori e appiattirci: bisogna collaborare tra gli Stati».

L’immigrazione in Italia, qual è la sua idea?

«Ripartizione dei migranti e controllo delle frontiere per evitare che entrino persone che non necessitano di aiuto. Dovremmo dare vita a un sistema di rimpatri e di respingimenti. L’Europa dovrebbe fare degli accordi con gli altri Paesi extra-Europa. Noi siamo anche per la tutela dei marchi storici. Non possiamo pensare che le nostre aziende falliscano. L’Unione Europea ha incentivato, invece, l’importazione dei prodotti di qualità minore. Non vogliamo mantenere l’immigrazione in maniera spropositata. Non si possono lasciare le persone per strada senza fare nulla. Non è il modello che noi vogliamo quello di dare vita a un programma quasi simile alla schiavitù allo scopo di trarne benefici economici non di poco conto».

Dall’accordo della Via della Seta come valutate la forza dell’Italia? L’Europa, secondo lei, dovrebbe avere un ruolo sulla questione?

«Certo che sì. L’Italia deve fare forza sul fatto che abbia un’ottima apertura sul mare. L’Europa, in questo caso, può vantare dei territori che hanno un corridoio importante da dover sfruttare. I rapporti con la Cina vanno mantenuti e devono essere lungimiranti. L’Unione Europea deve capire che non può fare a meno dell’Italia. La Lega non vuole far svendere il valore dei marchi italiani. La Cina ha un potere economico veramente importante ma ciò non vuol dire che l’Italia debba sentirsi inferiore. I porti italiani sono millenari proprio perché storicamente erano semplici da raggiungere».

Di cosa vorrebbe occuparsi nel caso dovesse essere eletto?

«Di professione faccio il geologo e sono anche consigliere comunale a Parma. L’ambiente, il dissesto idrogeologico e altre problematiche potrebbero essere seguite. Le dinamiche sono tante all’interno dell’Unione Europea. I finanziamenti per valorizzare e recuperare qualche opera non sono cosa di poco conto, anzi. Il lavoro da fare, per me che sono tecnico, vede lo studio al primo posto e l’approfondimento».

Elisabetta Riboldi
Nata il 15 luglio 1992, ho seguito il tipico cursus honorum della letterata milanese: diploma al liceo classico G. Berchet, laurea triennale in Lettere Moderne e magistrale in Filologia Romanza presso l'Università degli Studi di Milano. Fervente appassionata di tutte le arti, curioso nelle librerie, alle mostre, nei musei; per quasi dieci anni ho seguito corsi di teatro e, in seguito, di danza ottocentesca. Ma quella stessa curiosità che mi porta a indagare l'arte e la storia mi àncora fortemente all'attualità, di cui cerco di indagare processi e retroscena.