Mafia nigeriana, Salvini: «Per sconfiggerla serve l’aiuto dell’Esercito»

La lotta alla mafia nigeriana per la quale, secondo Matteo Salvini, è necessario l'intervento dell'Esercito: i dati denunciati dall'esponente della Lega.

Matteo Salvini e la lotta alla mafia nigeriana
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Matteo Salvini “annuncia” che lungo il Litorale Domitio arriverà l’esercito per debellare la mafia nigeriana. Il ministro dell’Interno ha dato l’annuncio durante l’ultimo question time a Montecitorio, “imbeccato” dalla deputata di FdI Wanda Ferro. Il vice premier ha detto che sarà sua cura interessare il ministro competente, quello della Difesa Trenta, per far fronte a quello che ha definito uno “stato di emergenza a causa della presenza della mafia nigeriana a Castel Volturno, dove c’è una massiccia presenza di immigrati irregolari stimati tra le 15mila e le 20mila unità. C’è una grande preoccupazione.

La mafia nigeriana in Italia

La mafia nigeriana ha messo le mani in diversi settori anche grazie a patti di non belligeranza con cosche mafiose locali. Abbiamo parlato di droga e prostituzione ma anche il traffico di organi con un rene pagato 5mila euro secondo quanto riferito da una donna che si è pentita”. Proprio mentre oggi Salvini è a Napoli “per il quarto comitato d’ordine pubblico, la sua affermazione in Parlamento riecheggia anche in base ai numeri in quella sede analizzati.

ne parliamo in pausa pranzo

“Al momento – aveva detto Salvini snocciolando le cifre – sono impegnati 230 militari per le operazioni Terra dei Fuochi, Antidroga ed Aniticamorra; ai contingenti militari di strade sicure si aggiungono 18 operanti dei reparti prevenzione crimine della polizia di stato. Negli ultimi mesi ci sono stati servizi interforze antidroga con almeno 30 operatori forze dell’ordine per ciascun servizio”.

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Giampiero Casoni
Giampiero Casoni, 50enne nato a Cassino, è da sempre un cronista di giudiziaria. Ha collaborato ed operato in redazione per Ciociara Oggi, La Provincia, di cui ha curato anche l'edizione nazionale e Provincia quotidiano, che ha recentemente accompagnato in esequie editoriali. Ha partecipato alla fondazione e vita di numerosi free press e pubblicato pezzi per agenzie dell'Alto Casertano aventi a tema soprattutto la camorra aversana. Autore di numerose inchieste sulla camorra domitia dei La Torre, si è cimentato anche con la scrittura, pubblicando romanzi sui clan secondiglianesi e sillogi poetiche. Appassionato di storia e umorista a tempo perso, cura con molta approssimazione e svogliatezza il blog Bignè all'aceto, di cui intende, da qui a qualche secolo, riesumare i fasti potenziali assieme alla compagna, la scrittrice Monia Lauroni, moderna eroina martirizzata dal suo perenne borbottare.