Voli di Stato, Salvini: «Nessun abuso ma ormai mi accusano di tutto»

La Corte dei Conti ha aperto un fascicolo "esplorativo" nei confronti di Matteo Salvini che avrebbe usato "voli di Stato per fini politici".

Matteo Salvini (facebook)
La Corte dei Conti ha aperto un fascicolo "esplorativo" nei confronti di Matteo Salvini che avrebbe usato "voli di Stato per fini politici".
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La Corte dei Conti del Lazio apre un fascicolo “esplorativo” e come atto dovuto sui “voli di Stato usati per fini politici” da Matteo Salvini. A riportare la notizia è Repubblica. Spiega come al centro dell’indagine ci sia l’utilizzo da parte del titolare del Viminale del “lussuoso bimotore Piaggio P-180 non solo per partecipare a eventi ufficiali ma anche per iniziative elettorali“.

Il fascicolo

La Procura contabile del Lazio, guidata da Andrea Lupi, ha aperto il fascicolo come atto dovuto, per chiarire se ci sia stato uno sperpero di risorse pubbliche. Nei prossimi giorni potrebbero essere chiesti atti al Viminale. Il fascicolo era stato aperto anche dietro l’input di un’inchiesta proprio di Repubblica. Che aveva “individuato più di venti voli con mezzi della polizia e in un caso anche dei vigili del fuoco. Viaggi in cui iniziative di propaganda – 211 quelle a cui ha partecipato Salvini solo da gennaio – vengono agganciate a manifestazioni ufficiali”.

Le “tappe speed” di Salvini

A traino di quella tesi alcuni dati che il quotidiano aveva fornito in merito ad alcune tappe speed del “Capitano”. Partendo da venerdì scorso: “Alle 6.55 il leader della Lega sale a bordo del P-180 diretto a Reggio Calabria, dove un Augusta lo aspetta per raggiungere una cerimonia anti mafia, poi alle 12.12 riparte per Lamezia Terme e da lì in elicottero fino a Catanzaro per un comizio elettorale. Alle 16.34, partenza per Napoli per un incontro in prefettura sull’arresto dei feritori della piccola Noemi e due ore dopo l’ultimo viaggio per Linate in vista dell’adunata degli alpini il giorno dopo”.

La risposta di Salvini

Il Ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha risposto dopo le accuse. L’esponente della Lega ha commentato dal palco di San Severo (Foggia) dove ha parlato durante il comizio per le elezioni europee. “Nessun abuso, nessuna irregolarità – replica il ministro dell’Interno – nessun volo di Stato o della Polizia per fare comizi ma sempre per impegni istituzionali. Sfido chiunque a dimostrare il contrario”.

“Sono indagato dappertutto su tutto: per sequestro di persona, per razzismo. Penso che il lavoro che sto facendo per gli italiani lo stiano apprezzando. E penso di essere uno dei ministri che costano meno, nella storia del ministero dell’Interno”. 

Giampiero Casoni
Giampiero Casoni, 50enne nato a Cassino, è da sempre un cronista di giudiziaria. Ha collaborato ed operato in redazione per Ciociara Oggi, La Provincia, di cui ha curato anche l'edizione nazionale e Provincia quotidiano, che ha recentemente accompagnato in esequie editoriali. Ha partecipato alla fondazione e vita di numerosi free press e pubblicato pezzi per agenzie dell'Alto Casertano aventi a tema soprattutto la camorra aversana. Autore di numerose inchieste sulla camorra domitia dei La Torre, si è cimentato anche con la scrittura, pubblicando romanzi sui clan secondiglianesi e sillogi poetiche. Appassionato di storia e umorista a tempo perso, cura con molta approssimazione e svogliatezza il blog Bignè all'aceto, di cui intende, da qui a qualche secolo, riesumare i fasti potenziali assieme alla compagna, la scrittrice Monia Lauroni, moderna eroina martirizzata dal suo perenne borbottare.