Isabella Tovaglieri (Lega): “Porterò un po’ di sfrontatezza nelle aule grigie del Parlamento europeo”

Per il ciclo di interviste proposte da Ci Siamo in vista delle elezioni europee 2019 Isabella Tovaglieri, candidata della Lega, spiega la sua idea di Europa

Isabella Tovaglieri
Per il ciclo di intervisteproposte da Ci Siamo in vista delle elezioni europee 2019 Isabella Tovaglieri, candidata della Lega, spiega la sua idea di Europa
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In vista delle elezioni europee 2019 Ci Siamo ha intervistato la candidata della Lega Isabella Tovaglieri, già vicesindaco del Comune di Busto Arsizio nella Provincia di Varese, per la quale investire sui giovani e sulle infrastrutture sono priorità per l’Europa.

Come mai ha deciso di impegnarsi in Europa?

La mia candidatura è stata proposta dalla Lega Giovani, e sono onorata di essere stata scelta da un gruppo nel quale credo molto. Sono doppiamente orgogliosa, da un lato di essere stata indicata dai Giovani della Lega, dall’altro di essere l’unica candidata che rappresenta il territorio della Provincia di Varese, che per la Lega ha sempre un significato particolare e un’importanza speciale.

ne parliamo in pausa pranzo

Quali istanze vorrebbe portare a Bruxelles?

Porterò innanzitutto le idee, i valori e, perché no?, un po’ di sfrontatezza della comunità della Lega Giovani nelle aule grigie del Parlamento Europeo. E porterò le istanze di un territorio, quello del Nord-ovest d’Italia, che è caratterizzato soprattutto dalla presenza di tante piccolissime, piccole e medie imprese che hanno sempre vissuto l’Europa come un mostro burocratico che ha imposto vincoli senza garantire benefici in termini di sviluppo – pensiamo ad esempio al mondo dell’agricoltura o al piccolo commercio – e dalla presenza di eccellenze, come quelle del settore dell’aerospazio e dei settori trainanti del Made in Italy, che vanno valorizzate e tutelate nel mondo.

Che ruolo deve avere, secondo lei, l’Italia in Europa?

Deve avere un ruolo. Fino ad oggi, in particolare negli anni del governo Monti e dei governi a guida PD, ci siamo limitati ad assecondare la linea dell’asse franco-tedesco che domina l’Unione Europea. Il nostro Capitano Matteo Salvini ha dimostrato, con la sua fermezza sul no agli sbarchi, che l’Italia può e deve farsi sentire. Siamo uno dei tre grandi Paesi della UE, dobbiamo farci rispettare.

Quali sono i temi a lei più vicini di cui vorrebbe occuparsi se dovesse essere eletta?

Mi sta particolarmente a cuore il tema delle politiche per i giovani. Abbiamo il dovere di restituire speranza e prospettive per la prima generazione che rischia di avere meno di quanto non abbiano avuto i loro genitori. La disoccupazione giovanile e la fuga dei nostri migliori talenti all’estero sono fenomeni preoccupanti, su cui l’Europa dovrebbe fare molto di più, invece di concentrarsi sui decimali in più o in meno del rapporto deficit/PIL. E poi mi lasci aggiungere un altro tema, che suo territori del Nord-ovest è una necessità fondamentale: quello degli investimenti infrastrutturali. Abbiamo un gap fortissimo da recuperare rispetto ai nostri partner europei: lo storico triangolo industriale Milano-Torino-Genova va rilanciato con le infrastrutture.

Quale ruolo avrà, secondo lei, la Lega nel panorama dei partiti europei?

I sondaggi dicono che possiamo giocarci con la Cdu-Csu di Angela Merkel la sfida per diventare il partito più votato di tutta l’Unione Europea. Impensabile solo un anno fa, all’indomani del voto delle politiche. Ma se con il 17% alle politiche del 2018 il nostro Capitano Matteo Salvini è riuscito a ritagliarsi un ruolo centrale al governo nazionale, portando a casa tantissimi provvedimenti attesi dal nostro elettorato, non oso pensare a cosa potremmo fare in Parlamento Europeo se riuscissimo a confermare i consensi che sentiamo tra la gente. Non ci poniamo limiti.


Quale Europa uscirà da queste elezioni, nella sua opinione?

Sicuramente un’Europa diversa da quella che abbiamo conosciuto fino ad oggi. La nuova geografia che uscirà dalle elezioni metterà in crisi lo schema del compromesso tra Popolari e Socialisti europei, e imporrà un cambio di rotta nelle politiche UE. Il nostro obiettivo è quello di costruire un’Unione Europea che sia più vicina ai popoli e meno ai potentati finanziari, e che sia più rispettosa delle sovranità nazionali.

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Elisabetta Riboldi
Nata il 15 luglio 1992, ho seguito il tipico cursus honorum della letterata milanese: diploma al liceo classico G. Berchet, laurea triennale in Lettere Moderne e magistrale in Filologia Romanza presso l'Università degli Studi di Milano. Fervente appassionata di tutte le arti, curioso nelle librerie, alle mostre, nei musei; per quasi dieci anni ho seguito corsi di teatro e, in seguito, di danza ottocentesca. Ma quella stessa curiosità che mi porta a indagare l'arte e la storia mi àncora fortemente all'attualità, di cui cerco di indagare processi e retroscena.