Divorzio: approvata la riforma sull’assegno di mantenimento

Approvata riforma sull'assegno di mantnimento che non vedrà più il criterio del tenore di vita durante il matrimonio come base per determinare l'assegno

Divorzio, approvata riforma sull'assegno di mantnimento
Divorzio, approvata riforma sull'assegno di mantnimento che non vedrà più il criterio del tenore di vita durante il matrimonio come base per determinare l'assegno
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Divorizio, la Camera ha approvato con 386 voti a favore la legge sulla riforma dell’assegno di mantenimento. Nessun voto contrario, solo 19 gli astenuti.

L’obiettivo

L’obiettivo della riforma è quello di “aggiornare e migliorare questa materia rispetto a una realtà sociale certamente mutata nel corso degli anni”, spiega Jacopo Morrone, sottosegretario alla Giustizia. Si arriverà dunque ad una norma che “superi la ‘visione patrimonialistica del matrimonio’ quale sistemazione definitiva. Non è infatti da ritenere più attuale il riferimento al tenore di vita goduto durante il matrimonio come parametro per la determinazione dell’assegno in esame”.

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Cosa stabilisce la nuova norma

Le modifiche stabiliscono che “con la sentenza che pronuncia lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio, il tribunale possa disporre l’attribuzione di un assegno a favore di un coniuge tenuto conto di determinate circostanze, spiega ancora il Sottosegretario.

Le diverse circostanze

E di circostanze ce ne sono diverse, di cui tenere conto. Dalla durata del matrimonio alle condizioni economiche in cui entrambi i coniugi si trovano dopo la fine del matrimonio; dall’età e stato di salute di chi richiede al contributo “personale ed economico” dato da “ciascun coniuge alla conduzione familiare e alla formazione del patrimonio di ognuno o di quello comune”. E ancora il “patrimonio e il reddito netto di entrambi; la ridotta capacità reddituale dovuta a ragioni oggettive, anche in considerazione della mancanza di un’adeguata formazione professionale o di esperienza lavorativa, quale conseguenza dell’adempimento dei doveri coniugali nel corso della vita matrimoniale”.

C’è un’ulteriore novità che riguarda il fatto che l’assegno possa essere concesso temporaneamente in caso di difficoltà economiche “tranistorie“. E inoltre, l’assegno di mantenimento non sarà più dovuto né in caso di nuove nozze né in caso di “stabile convivenza” del richiedente.

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Elisabetta Riboldi
Nata il 15 luglio 1992, ho seguito il tipico cursus honorum della letterata milanese: diploma al liceo classico G. Berchet, laurea triennale in Lettere Moderne e magistrale in Filologia Romanza presso l'Università degli Studi di Milano. Fervente appassionata di tutte le arti, curioso nelle librerie, alle mostre, nei musei; per quasi dieci anni ho seguito corsi di teatro e, in seguito, di danza ottocentesca. Ma quella stessa curiosità che mi porta a indagare l'arte e la storia mi àncora fortemente all'attualità, di cui cerco di indagare processi e retroscena.