L’indipendenza della Polizia è davvero a rischio? Risponde il Siap

Enzo Delle Cave, Segretario del Sindacato Italiano Appartenenti Polizia, risponde a chi accusa la Polizia di essere troppo accondiscendente con il Ministro dell'Interno e leader della Lega, Matteo Salvini.

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L’indipendenza della Polizia è davvero a rischio? Risponde il Siap

 
 
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L’identificazione di alcuni contestatori ai comizi di Matteo Salvini da parte della Polizia di Stato e soprattutto la rimozione forzata di alcuni striscioni che attaccavano il Ministro dell’Interno e leader della Lega ha aperto un dibattito sull’indipendenza delle Forze dell’Ordine, che sembra agire per compiacere il capo del Carroccio. Ne parliamo con Enzo Delle Cave, segretario milanese del “SIAP – Sindacato Italiano Appartenenti Polizia.

Ritiene legittimo l’operato della Polizia nei confronti dei contestatori di Salvini?

«Essenzialmente tutte le azioni poste in essere, che rispecchiano la legalità, sono tutte legittime. Non spetta a noi dare una valutazione diretta sull’operato. Tocca alla Magistratura intervenire eventualmente».

A Salerno, però, alla contestatrice è stato anche chiesto di cancellare il video in cui si prendeva gioco di Salvini…

«Su questo caso specifico mi pare che l’amministrazione si sia espressa addirittura in maniera anticipata rispetto alle polemiche. Il capo della Polizia ha deciso di verificare, con un provvedimento disciplinare interno, la correttezza o meno dell’operazione».

In base a quale valutazioni sono stati rimossi gli striscioni che contestavano Salvini a Salerno e a Brembate?

«Si tratta di decisioni che spettano alla valutazione di chi detiene la responsabilità dell’ordine pubblico. Noi ravvisiamo che in un clima di campagna elettorale continua diventa complicato fare qualsiasi tipo di azione. La strumentalizzazione è dietro l’angolo: il Paese avrebbe bisogno di toni più pacati. Il Questore di Bergamo ha fatto una valutazione per la quale lo striscione andava rimosso. La stessa cosa è accaduta negli altri episodi».

Non ritenete, quindi, ci sia un problema di indipendenza della Polizia di Stato?

«Questa domanda è figlia del clima che si sta respirando nel Paese. Noi non riceviamo le indicazioni di questo e di quel politico. Facciamo soltanto il bene dei cittadini, in termini di sicurezza».

A Settimo Torinese, però, Salvini si è arrabbiato con i poliziotti che non sono intervenuti contro i contestatori…

«Su questa cosa devo dire che ci dispiace molto. Salvini deve comprendere che le manifestazioni di piazza sono un evento piuttosto particolare. Qui la Polizia deve dimostrare di avere un equilibrio necessario dove il conflitto politico si accende. Il nostro compito è quello di garantire che le persone possano manifestare nel rispetto delle regole».

Secondo lei l’attuale capo della Polizia, Franco Gabrielli, sta difendendo l’indipendenza?

«Lui assolve ai propri compiti: devo dire assolutamente sì».

Il rappresentante di un altro sindacato ha recentemente parlato di “connubio indissolubile tra le Forze dell’Ordine e la Lega”, perché “Salvini ha reso la Polizia organo di Governo e non di Opposizione”. Ma la Polizia non dovrebbe essere organo di Stato?

«Questo fa sorridere. In realtà l’unica cosa che dovrebbe fare la Polizia è quella di mantenere la sicurezza dei cittadini. A volte si usano i termini senza conoscere il significato, tipo la parola connubio che intende una stretta correlazione. Un ripasso di diritto costituzionale e di educazione civica darebbe un senso idoneo. Si tratta di una cosa inaccettabile e senza alcuna logica. Da rappresentante di categoria starei attento nel dire queste cose. Al momento l’attuale Governo non ha rinnovato il contratto di lavoro. Dire che siamo figli del Governo non è assolutamente veritiero».

Come giudicate l’utilizzo della divisa della Polizia di Stato da parte di Matteo Salvini?

«Al momento non mi pare le stia indossando. Resta il fatto che se il Ministro dell’Interno vuole farlo è libero. L’importante è la posizione di equidistanza. Noi rappresentiamo una forza dello Stato a garanzia di tutti i cittadini».

Su CiSiamo.info abbiamo seguito la vicenda degli aspiranti Allievi Agenti della Polizia di Stato esclusi dal concorso. In questo caso il vostro sindacato ha preso posizione?

«La questione è molto più complessa. Nel corso degli ultimi anni in Polizia c’è stato il riordino delle carriere che ha fissato come limite di età per l’accesso i 26 anni. Gli aspiranti colleghi, di fatto, si sono trovati nel bel mezzo di un passaggio. Sul punto abbiamo sempre sostenuto la necessità di prevedere i nuovi arruolamenti. I poliziotti che vanno in pensione sono tanti: vi è necessità di una procedura concorsuale piuttosto importante. Il problema è che la Polizia di Stato ha la necessità che le persone abbiano una età medio-bassa. Questo è un lavoro che non si può fare a qualsiasi età».

Ascolta l’intervista a Enzo Delle Cave:

Ne parliamo in pausa pranzo – Puntata del 14.04.2019

Fabrizio Capecelatro
Sono nato a Milano nell’emblematica data 09/09/90. Napoletano di origini e di "spirito", è alla città partenopea che rivolgo gran parte della mia attenzione di giovane giornalista. Sono autore dei libri "Lo Spallone – Io, Ciro Mazzarella, re del contrabbando", edito da Mursia nel 2013; "Il sangue non si lava – Il clan dei casalesi raccontato da Domenico Bidognetti", edito da ABEditore nel 2017, e "Omissis 01 – La vera storia di Rosa Amato: camorrista per vendetta, pentita per amore", edito da Tralerighe nel 2018.