Laura Molteni (Lega): “Dobbiamo fermare l’emigrazione dei nostri giovani”

Laura Molteni, candidata per la Lega nella circoscrizione di Nord-Ovest, racconta in un'intervista a CiSiamo la sua idea di Europa

Laura Molteni (Facebook)
Laura Molteni, candidata per la Lega nella circoscrizione di Nord-Ovest, racconta in un'intervista a CiSiamo la sua idea di Europa
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Laura Molteni è una dei candidati della Lega per le elezioni europee 2019, per la circoscrizione di Nord-Ovest. Già deputata della Lega Nord nella XVI legislatura, oggi svolge la funzione di consigliere Comunale a Milano. L’Europa che propone, in un’intervista a CiSiamo è un’Europa che investe nelle piccole e medie imprese e sui giovan, per contrastarne l’emigrazione verso altri Paesi.

Come cittadino come ha percepito l’Europa negli ultimi cinque anni?

Come un regime tecnocratico che favorisce i grandi potentati economici e finanziari ai danni dei cittadini e delle piccole e medie imprese.

Cosa l’ha spinta a candidarsi?

Mi sono messa a disposizione della Lega e dei cittadini che in essa si riconoscono. È un sentimento collettivo non individuale. L’obiettivo è cambiare l’Europa per servire le reali necessità dei cittadini.

Di  cosa crede che l’Europa abbia bisogno in questo momento? 

Più che su cosa abbia bisogno l’Europa bisogna ragionare su quali siano gli interessi nazionali da rivendicare nell’Unione Europea. Dobbiamo batterci per il rilancio dell’occupazione, della crescita e degli investimenti, per la tutela dalla concorrenza sleale. Siamo il Paese del mondo con il più alto tasso imprenditoriale, tre volte superiore alla media europea, ma nello stesso tempo anche uno degli Stati in cui è più difficile fare impresa.

Ecco perché mi impegno affinché le imprese e gli imprenditori possano accedere più facilmente ai finanziamenti comunitari per trasformare le loro idee in progetti concreti. I nostri piccoli imprenditori – che sono la ricchezza dell’Italia – chiedono all’Europa solo più libertà. Purtroppo l’Europa non vede la realtà del tessuto produttivo formato per il 99% da piccole e medie imprese con meno di 50 dipendenti. Ad oggi le politiche UE sono fatte su misura per il restante 1% delle aziende. Risultato: gli artigiani, le micro e piccole aziende subiscono costi e complicazioni per adeguarsi a norme e interventi pensati per imprese extralarge. È necessario un nuovo modo di legiferare che sia fatto per il 99% Maggio delle imprese, 35mila nella sola Lombardia e poi derogato per l’1% restante e non viceversa come avviene oggi. 

Cosa può dare la Lega all’Europa? 

La Lega e gli altri movimenti sovranisti vogliono che i popoli non si rassegnino a tanto regresso, sociale, economico, politico in nome del mito dell’Unione Europea. Ma c’è soprattutto una questione che deve essere affrontata, il fenomeno sociale dell’emigrazione dei nostri giovani. Considerando che la spesa familiare per la crescita e l’educazione di un figlio fino ai 25 anni può essere stimata attorno ai 165 mila euro, è come se l’Italia, con l’emigrazione dei giovani negli ultimi dieci anni, avesse perso 42,8 miliardi di euro di investimenti in capitale umano. Ed è proprio il capitale umano a determinare il successo in economia. Noi dobbiamo, è questo il mio impegno, far sì che i nostri talenti, i nostri giovani, rimangano nei loro territori, dove sono nati e hanno studiato, per far ancora più grande e prospera l’Italia.

Elisabetta Riboldi
Nata il 15 luglio 1992, ho seguito il tipico cursus honorum della letterata milanese: diploma al liceo classico G. Berchet, laurea triennale in Lettere Moderne e magistrale in Filologia Romanza presso l'Università degli Studi di Milano. Fervente appassionata di tutte le arti, curioso nelle librerie, alle mostre, nei musei; per quasi dieci anni ho seguito corsi di teatro e, in seguito, di danza ottocentesca. Ma quella stessa curiosità che mi porta a indagare l'arte e la storia mi àncora fortemente all'attualità, di cui cerco di indagare processi e retroscena.