Eleonora Evi (M5S): “L’Europa deve garantire che le decisioni siano trasparenti”

In un'intervista a Ci Siamo, Eleonora Evi, del Movimento 5 Stelle , spiega quali saranno le sfide per l'Europa dopo le elezioni europee del 26 maggio

Eleonora Evi
In un'intervista a Ci Siamo, Eleonora Evi, del Movimento 5 Stelle , spiega quali saranno le sfide per l'Europa dopo le elezioni europee del 26 maggio

L’eurodeputata del Movimento 5 Stelle Eleonora Evi ha raccontato in un’intervista a CiSiamo il suo lavoro all’interno del Parlamento Europeo negli ultimi cinque anni. e Ha prospettato poi quali sono le battaglie che l’Europa si troverà ad affrontare dopo le elezioni europee dl 26 maggio. Lotta ai cambiamenti climatici, benessere degli animali e più trasparenza nelle decisioni dell’Europa davanti ai cittadini: questa la ricetta per l’Europa del futuro.

Quali sono le politiche che il M5S porterà in Europa per affrontare il problema dei cambiamenti climatici?

Oggi in Europa la lotta ai cambiamenti climatici è una priorità, qualcosa da affrontare con urgenza, e soprattutto con coraggio e convinzione. Una delle prime cose che va detta su questo tema riguarda l‘abbandono il più velocemente possibile di fonti fossili. Per altro abbiamo appena segnato un buon punto qui al Parlamento Europeo grazie ad un nostro emendamento, del Movimento 5 Stelle. Abbiamo ottenuto che nella politica di coesione, quindi tutti i soldi che i vari Stati membri mettono in comunue per procedere ad uno sviluppo equo e coeso dei territori dell’Unione, sia esclusa la possibilità di finanziare progetti che hanno a che fare con fonti fossili grazie ai fondi europei.

ne parliamo in pausa pranzo

Questo per noi è un punto fondamentale. E mi auguro che rimarrà nel negoziato finale nel confronto finale tra le tre istituzioni: Parlamento, Consiglio e Commissione europea. Sul tema delle fonti fossili c’è da fare uno scatto in avanti, un abbandono rapido. Chiaramente tenenedo conto anche quella che sarà la transizione che deve essere equa e giusta, per non lasciare nessuno indietro. Una trasformazione del nostro modo di produrre e consumare che possa portare del valore aggiunto e del benessere, e questo si può fare.

Le fontii idriche sono invece in diminuzione, e spesso anche inquinate: quali misure può adottare l’Europa per far fronte a questo problema?

Questo è un altro tema molto importante. A livello europeo abbiamo recentemente lavorato su un nuovo regolamento sul riutilizzo dell’acqua in particolare nel settore agricolo, industriale e civile. Quindi, riutilizzare al meglio la risorsa idrica oggi è qualcosa di importante che può essere fatto garantendo però la qualità dell’acqua. C’è moltissimo da fare in termini di efficienza. In particolare della distribuzione dell’acqua, su tutto il sistema di distribuzione nazionale ed europeo, dove ci sono delle perdite incredibili. Quindi una delle vere grandi opere da fare in Italia ed Europa è quella di mettere in sicurezza il sistema di distribuzione dell’acqua. Purtroppo ora è molto carente.

Per quanto invece riguarda il benessere degli animali, è possibile tutelando rispettando al contempo le esigenze degli allevatori?

Questa è un’altra sfida importante che l’Europa si troverà ad affrontare. Quella di garantire sempre più degli standard di benessere animale elevati e dall’altro garantire che chi alleva e lo fa come lavoro possa continuare a farlo senza essere penalizzato. Noi lo abbiamo sostenuto fortemente, e io personalmente sono stata l’organizzatrice qui al Parlamento europeo di quest‘iniziativa dei cittadini europei. Abbiamo chiesto alla Commissione di introdurre una proposta legislativa, che in questo caso riguarda la fine dell’uso delle gabbie nell’allevamento.

Io trovo che questa sia un’idea rivoluzionaria. Semplice anche se di difficile attuazione, perché ovviamente ci vorrà del tempo per trasformare quello che è il sistema attuale. Bisogna andare sempre di più verso un sistema che garantisce il benessere degli animali e che garantisce che gli allevatori abbiano un compenso equo, giusto. E anche che la carne che viene mangiata sia di qualità e sana, magari senza antibiotici, magari senza farmaci. Dal mio punto di vista l’iniziativa dei cittadini europei per chiederlo è un passo nella direzione giusta per garantire appunto un sistema più in equilibrio. Sia nei confronti degli animali sia nei confronti di chi oggi fa impresa e porta avanti un lavoro importante. Per noi in Italia è un comparto, quello dell’agroalimentare, importante e di eccellenza, e che però devono garantire il pieno rispetto dei diritti degli animali.

In un momento in cui i cittadini sentono l’Europa sempre più lontana, con quali mezzi l’Unione Europea può ristabilire questa relazione?

Abbiamo di fronte importanti decisioni da prendere per riscoprire il progetto europeo che si è perso un po’ per strada, anzi, si è perso molto. Dal mio punto di vista bisogna dare maggior peso al Parlamento europeo, che è l’unico organo eletto direttamente e democraticamente dai cittadini europei. Bisogna garantire che questo abbia iniziativa legislativa: che non sia solo co-legislatore ma abbia pienamente l’iniziativa legislativa. Iniziativa legislativa che deve essere data anche ai cittadini europei.

E’ uno strumento che già c’è, ed è anche molto potente ma è diventato spesso inefficace. E’ quello dell’iniziativa dei cittadini europei, che però oggi non ha alcun tipo di vincolo nei confronti della Commissione europea. Quindi ha frustrato tantissimo le aspettative dei milioni di cittadini che hanno utilizzato questo strumento. E’ necessario il rafforzamento di questo strumento, in modo che possa diventare un vero e proprio contrappeso rispetto alle decisioni che vengono prese da Commissione, Consiglio e Parlamento.

E poi l’altro grande tema su cui dobbiamo fare di più è garantire che le decisioni che vengono prese a livello europeo siano pienemente trasparenti. Perché da una parte abbiamo un Parlamento che lavora con un buon grado di trasparenza. Ma dall’altro lato abbiamo un Consiglio Europeo che prende il 90% delle decisioni a porte chiuse. Così non si ha contezza delle posizioni espresse dai singoli Stati membri e quindi degli interessi nazionali che sono evidentemente sul tavolo e che creano umori e contrapposizioni anche molto forti. Proprio perché le decisioni vengono prese a porte chiuse.

La recente sentenza della Corte di Giustuizia dell’anno scorso, la Sentenza dei Capitani, ha sparato a zero sulle decisioni del Consiglio. Ha sostenuto che questo viola i nostri diritti democratici di cittadini, i principi di trasparenza delle decisioni, e questo è molto grave. Qundi abbiamo molto da fare, soprattutto in Consiglio, per far sì che questo operi in trasparenza. Questo beneficerebbe moltissimo la democrazia in Europa.

Eleonora Evi ospite di Ci Siamo in Europa

L’Onorevole Eleonora Evi è stata ospite della puntata della puntata di Ci Siamo in Europa del 30 aprile, insieme all’Onorevole Marco Affronte.

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Elisabetta Riboldi
Nata il 15 luglio 1992, ho seguito il tipico cursus honorum della letterata milanese: diploma al liceo classico G. Berchet, laurea triennale in Lettere Moderne e magistrale in Filologia Romanza presso l'Università degli Studi di Milano. Fervente appassionata di tutte le arti, curioso nelle librerie, alle mostre, nei musei; per quasi dieci anni ho seguito corsi di teatro e, in seguito, di danza ottocentesca. Ma quella stessa curiosità che mi porta a indagare l'arte e la storia mi àncora fortemente all'attualità, di cui cerco di indagare processi e retroscena.