Scontro Salvini- Di Maio: ma il governo regge ancora

Nuovo scontro aperto tra Movimento 5 Stelle e Lega, con Di Maio che attacca Salvini. Il quale invece si è detto "tranquillo"

Salvini e Di Maio
Salvini e Di Maio

Nuove tensioni tra Lega e Cinquestelle, con i casi che stanno facendo discutere in queste ore. Siri, Roma, e l’ultimo problema, in ordine di tempo, quello di Federico Arata. Un caso sollevato dal Corriere della Sera, quello dell’assunzione da parte del sottosegretario Giancarlo Giorgetti a Palazzo Chigi del figlio di Paolo Arata, indagato con Armando Siri.

Le reazioni dei Cinquestelle

“Ci troveremmo di fronte a un vero e proprio caso dicono i Cinquestelle se corrispondesse a verità. E incalzano: “La domanda che, per una questione di opportunità politica, ci poniamo, è se Salvini fosse a conoscenza di tutto questo. Ci auguriamo e confidiamo che il leader della Lega sappia fornire quanto prima elementi utili a chiarire ogni aspetto. Non solo al M5S, con cui condivide un impegno attraverso il contratto di governo, ma anche ai cittadini”.

L’attacco a Salvini

I Cinquestelle non fanno mistero del disaccordo con Salvini, che anzi, già il giorno successivo all’esplosione del caso Siri e di quello di Roma lo avevano attaccato apertamente per bocca del loro leader. Luigi Di Maio infatti aveva scritto senza mezzi termini su Facebook: “La Lega minaccia di far cadere il governo. Lo aveva già fatto con la Tav. Sembra ci siano persino contatti in corso con Berlusconi per fare un altro esecutivo. Sono pieni i giornali di queste ricostruzioni e lo trovo gravissimo. Sono davvero sbalordito”.

La replica di Salvini

Da parte sua, il Ministro dell’Interno Matteo Salvini non è sembrato turbato dalle parole dell’alleato di governo. “Tranuquillo”, lui, “tranquillo” Siri. E a margine di un incontro con il parlamentare Eduardo Bolsonaro, figlio del Presidente del Brasile, ha sottolineato che non c’è nessuna crisi. “Abbiamo troppe cose da fare per perdere tempo. Ci sono le telecamere da accendere negli asili nido e nelle case di riposo. Voglio portarle a casa entro i prossimi venti giorni. Ci sono tasse da ridurre e l’Iva da non aumentare. Abbiamo troppe cose da fare per perdere tempo in polemiche che non esistono” e “non ho tempo per parlare di Cantone, della Raggi e di Toninelli”.

Elisabetta Riboldi
Nata il 15 luglio 1992, ho seguito il tipico cursus honorum della letterata milanese: diploma al liceo classico G. Berchet, laurea triennale in Lettere Moderne e magistrale in Filologia Romanza presso l'Università degli Studi di Milano. Fervente appassionata di tutte le arti, curioso nelle librerie, alle mostre, nei musei; per quasi dieci anni ho seguito corsi di teatro e, in seguito, di danza ottocentesca. Ma quella stessa curiosità che mi porta a indagare l'arte e la storia mi àncora fortemente all'attualità, di cui cerco di indagare processi e retroscena.