Mare Jonio: la direttiva di Salvini che irrita le Forze Armate

Matteo Salvini manda una direttiva da Viminale intimando alle forse dell'ordine e ai militari di assicurarsi che la nave mare Jonio rispetti le norme sul salvataggio in mare. Ma ciò ha creato tensioni con le Forze Armate

Matteo Salvini
Matteo Salvini manda una direttiva da Viminale intimando alle forse dell'ordine e ai militari di assicurarsi che la nave mare Jonio rispetti le norme sul salvataggio in mare. Ma ciò ha creato tensioni con le Forze Armate

Si preannuncia un nuovo scontro sul fronte migranti. La situazione libica rischia di favorire l’arrivo in Italia di terroristi. Il Viminale corre ai ripari con un avvertimento lanciato alla nave della Mediterranea saving Humans Mare Jonio, che già nelle scorse settimane era stata al centro di uno scontro con il Ministro dell’Interno Matteo Salvini. Così ecco: il Ministero dell’interno non tollererà che la nave violi le norme nazionali e internazionali che regolano il salvataggio dei migranti in mare. Salvataggi che, ricorda Salvini nella direttiva del Viminale, mettono a rischio la sicurezza “in quanto trattasi nella totalità di cittadini stranieri privi di documenti di identità e la cui nazionalità è presunta sulla base delle rispettive dichiarazioni”.

Il problema della direttiva del Viminale

Ma qui Salvini si spinge un po’ troppo oltre. Perché intima a militari e polizia, “destinatari del presente atto”, di svolgere un’attività di vigilanza sulla Mare Jonio, per verificare che si attenga alle norme. E il problema è proprio qui: le forze dell’ordine fanno effettivamente capo a Salvini, e su queste il Ministro ha competenza. Discorso diverso per l’esercito, che invece fa capo al Ministero della Difesa, e così la direttiva del Viminale ha creato scompiglio nello Stato Maggiore che giudica l’atto “una vera e propria ingerenza senza precedenti nella recente storia della Repubblica”.

Un fatto gravissimo, che secondo fonti dei vertici militari “viola ogni principio e protocollo”, ed è “una forma di pressione impropria” verso il Generale Enzo Vecciarelli, Capo di Stato Maggiore della Difesa. Sono cose che “accadono nei regimi, non in democrazia”, aggiungono, perché l’esercito risponde “al Ministro della Difesa e al Capo dello Stato, che è il capo Supremo delle Forze Armate”.

La replica di Salvini

Salvini tira dritto: la direttiva del Viminale era “legittima e doverosa a fronte di un pericolo imminente”, scrive in un post su facebook.


Del resto, è il testo unico sull’immigrazione a chiarire le cose, spiega il Ministero dell’Interno: un articolo, l’11 per la precisione, attribuisce al Ministro dell’Interno facoltà di emanare “le misure necessarie per il coordinamento unificato dei controlli sulla frontiera marittima e terrestre italiana”.

La risposta di Mediterranea saving Humans

Ovviamente Mediterranea saving Humans ha replicato tramite un comunicato diffuso sui social network. Secondo l’associazione, la direttiva è “interamente dedicata alla nostra nave Mare Jonio”, e sembra scritta “come se il Governo vivesse in un mondo parallelo. Nessun accenno alla guerra che infiamma la Libia e ai corrispondenti obblighi internazionali, o alle migliaia e migliaia di persone torturate negli ultimi anni in quel Paese, né a quelle annegate nel Mediterraneo centrale (in proporzione in numero sempre crescente, 2.100 nel solo 2018) in fondo al mare”.


Elisabetta Riboldi
Nata il 15 luglio 1992, ho seguito il tipico cursus honorum della letterata milanese: diploma al liceo classico G. Berchet, laurea triennale in Lettere Moderne e magistrale in Filologia Romanza presso l'Università degli Studi di Milano. Fervente appassionata di tutte le arti, curioso nelle librerie, alle mostre, nei musei; per quasi dieci anni ho seguito corsi di teatro e, in seguito, di danza ottocentesca. Ma quella stessa curiosità che mi porta a indagare l'arte e la storia mi àncora fortemente all'attualità, di cui cerco di indagare processi e retroscena.