Elio Lannuti e l’ennesima gaffe: “Il tricolore nato durante le lotte partigiane”

Elio Lannuti, Presidente onorario dell’Adusbef, si esibisce nell'ennesima gaffe. "Il tricolore nato durante le lotte partigiane".

Bandiera italiana
Bandiera italiana
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Il Senatore Elio Lannuti incespica nell’ennesima gaffe sua e del suo partito, il Movimento 5 Stelle. Il presidente onorario dell’Adusbef ha fornito una versione della bandiera italiana che non si legge nei libri di storia. Così come in nessun altro libro. Per Elio Lannuti, infatti, la bandiera italiana sarebbe nata durante le lotte partigiane.

La gaffe di Elio Lannuti

“La bandiera della Repubblica italiana, nata dalle lotte sulle montagne dei partigiani, per liberare l’Italia dalla dittatura, riapparsa sotto mentite spoglie”. Ha scritto Elio Lannutti sul suo profilo Twitter, citando un articolo de La Verità sull’esortazione di Romano Prodi a esporre il vessillo europeo dalle finestre. Poi il senatore continua, dicendo che adesso siamo in una nuova dittatura da combattere: quella delle banche.

Ora, tutti, fatta eccezione dei politici, sanno che la bandiera italiana (come riporta Wikipedia e il sito del Quirinale, bastava andare a vedere) è nata a Reggio Emilia il 7 gennaio del 1797. La dittatura di di Mussolini e la Residenza sono ancora di là da venire e la Guerra del Peloponneso è finita da un po’ (giusto per dare al Senatore qualche altro riferimento storico).

Il nostro tricolore, che ormai si sventola purtroppo solo quando gioca la Nazionale, è nato quando il Parlamento della Repubblica Cispadana, su proposta del deputato Giuseppe Compagnoni, decreta “che si renda universale lo Stendardo o Bandiera Cispadana di Tre Colori Verde, Bianco e Rosso, e che questi tre Colori si usino anche nella Coccarda Cispadana, la quale debba portarsi da tutti’”. l’Italia come la conosciamo oggi ancora non è nata, ma il tricolore era già il simbolo dell’Italia fin dalla fine del 1800.

Mattia Pirola
Nato il 18 luglio del 1990, vivo da sempre nella tranquilla Cassina de' Pecchi, alle porte della ben più caotica Milano. Con una laurea in Storia ho soddisfatto la mia voglia di conoscere il passato e con l'attività giornalistica la necessità di analizzare il presente, ben consapevole che questa epoca sarà ricordata per le sue innumerevoli contraddizioni.