Salvini riceve i familiari delle vittime innocenti di camorra

Scalpore aveva fatto qualche giorno fa la notizia che i familiari delle vittime innocenti di camorra non fossero stati ricevuti al Viminale. Salvini però ha recuperato subito, incontrando i rappresentati e rassicurandoli sulle intenzioni del Governo.

Matteo Salvini
Il Ministro dell'Interno Matteo Salvini
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Alla fine Matteo Salvini ha incontrato i familiari delle vittime innocenti delle mafie e, in particolare, della camorra. La recente visita in quel di Napoli del ministro dell’Interno è servita a sanare una ferita che, dopo il tentativo andato a vuoto davanti al Viminale, rischiava di lasciare un’ombra pesante sull’attenzione che il governo in carica riserva ai familiari dei morti innocenti di camorra.

Vittime innocenti di camorra

Si tratta di vittime che nel fuoco delle armi dei malommi ci era capitata per caso o per equivoco, morti che pesano ove possibile ancor di più degli altri. Dopo un primo tentativo andato a vuoto al ministero, dove i familiari non erano stati ricevuti né attenzionati in maniera degna e concreta gli stessi non si erano arresi e, approfittando della visita di Salvini a Napoli, avevano interpretato al meglio il detto della montagna e di Maometto (forse non proprio concettualmente amatissimo dal destinatario dell’istanza ma calzante): una loro delegazione era riuscita infatti a farsi ricevere dal ministro.

Salvini ha rassicurato le famiglie dei morti innocenti con un secco “me ne occuperò personalmente”. Le istanze del gruppo sono riassumibili in uno spot: anche i familiari dei morti innocenti, non solo di quelli impegnati nella lotta a ogni camurria, hanno diritto al riconoscimento tangibile da parte dello Stato. Una lunga e toccante lettera ha riassunto queste istanze e i loro delicatissimi presuposti etici, un vero grido di dolore che pare non sarà inascoltato (si attende il suggello di iniziative concrete, ovvio).

Soddisfazione è stata espressa da Rossana Pagano e Giovanna Pagliuca, le due componenti del gruppo che erano state delegate a rappresentare le loro istanze al titolare del Viminale. L’unica colpa dei loro cari era stata quella di aver incontrato un piombo due volte assassino, perché destinato ad altri.

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Giampiero Casoni
Giampiero Casoni, 50enne nato a Cassino, è da sempre un cronista di giudiziaria. Ha collaborato ed operato in redazione per Ciociara Oggi, La Provincia, di cui ha curato anche l'edizione nazionale e Provincia quotidiano, che ha recentemente accompagnato in esequie editoriali. Ha partecipato alla fondazione e vita di numerosi free press e pubblicato pezzi per agenzie dell'Alto Casertano aventi a tema soprattutto la camorra aversana. Autore di numerose inchieste sulla camorra domitia dei La Torre, si è cimentato anche con la scrittura, pubblicando romanzi sui clan secondiglianesi e sillogi poetiche. Appassionato di storia e umorista a tempo perso, cura con molta approssimazione e svogliatezza il blog Bignè all'aceto, di cui intende, da qui a qualche secolo, riesumare i fasti potenziali assieme alla compagna, la scrittrice Monia Lauroni, moderna eroina martirizzata dal suo perenne borbottare.