Guido Crosetto rassegna le dimissioni da deputato: “Il Parlamento mi ha reso migliore”

Guido Crosetto ha rassegnato le dimissioni da deputato. "Quest'Aula mi ha reso una persona migliore", ha detto nel suo ultimo discorso.

Guido Crosetto ha rassegnato le dimissioni
Guido Crosetto ha rassegnato le dimissioni
Clicca qui per ascoltare l'articolo

Guido Crosetto ha appena rassegnato le dimissioni da deputato. “Quest’Aula mi ha reso una persona migliore”, ha detto nel suo ultimo discorso. Un discorso durato circa 10 minuti, salutati da una una pioggia di applausi da parte di amici e nemici.

Ieri sera, mercoledì 13 marzo, è tornato a casa da comune cittadino. E’ stato accolto dal figlio, che non si aspettava di vederlo così presto. “Stasera sono tornato prima del solito, oggi per me è una giornata forte, il Parlamento è un pezzo della mia vita. Ho fatto una scelta, ho fatto prevalere la testa e sacrificato il cuore. Però il cuore fa male“.

Il perché delle dimissioni

Guido Crosetto ha preso una decisione difficile, ha presentato le sue dimissioni dopo ben 3 legislature. “Lo ha fatto per riprendermi la vita. Dal 2001 al 2013 ho fatto tre legislature, poi per cinque anni sono rimasto fuori: in quel periodo mi sono accorto di aver trascurato molte cose, di aver perso terreno rispetto a quello che facevo prima. Mi sono ricostruito l’esistenza, ho ricominciato daccapo e non mi sarei più ributtato nel vortice della politica, se Giorgia Meloni non avesse insistito”.

In questi ultimi 5 anni si è risposato e ha avuto due figli. Questo c’entra con la sua decisione?

“C’entra, ovviamente – riferisce Crosetto a Repubblica – come pure il mio lavoro da imprenditore e il ruolo alla guida dell’Aiad, la federazione delle aziende nel comparto difesa e aerospazio”.

Tutte situazioni che evidentemente non riusciva più a conciliare con la sua vita politica. Non puoi far bene due cose così totalizzanti. O almeno, io non ci riesco. Per carità, c’è un sacco di gente che ha due famiglie, ma io sono monogamo”.

Perché si è ricandidato?

Ai microfoni di Repubblica, Guido Crosetto riferisce anche perché, nonostante tutti i suoi impegni, abbia deciso di ricandidarsi. “È stata una richiesta di Giorgia Meloni, per darle una mano. Quando abbiamo fondato FdI avevamo due anime, una rappresentata da Ignazio La Russa, una da me, poteva sembrare una presa di distanza. E poi io l’avevo detto esplicitamente, sia al nostro congresso nazionale a Trieste, sia in campagna elettorale, che avrei accettato solo con questo patto. Tant’è che non ho corso nel collegio uninominale di Cuneo, che era il più sicuro d’Italia per il centrodestra, ma al proporzionale”.

Da quanto si apprende, poi, qualcuno ha anche provato a convincerlo a rimanere. “Soprattutto Giorgia, che per me è come una sorella, è un rapporto che va oltre la politica. Che io comunque continuerò a fare, anche su Twitter: non rinuncerò mai a dire la mia”. Eppure poi continua riferendo che Giorgia, dopo le sue dimissioni, non gli ha detto nulla. “Non è venuta neanche in aula. Ed era la cosa più triste che potesse dirmi”.

I suoi ricordi di una vita in politica

Guido Crosetto tiene a ricordare in particolare 2 momenti: “Quando da sottosegretario alla Difesa sono tornato dall’Afghanistan con la bara di un caporal maggiore, morto mentre cercava di disinnescare una mina. Quando ha capito che stava per esplodere si è gettato sull’ordigno, riparando con il proprio corpo i compagni che erano intorno a lui, salvandoli. Davanti a quel feretro io mi chiedevo: ‘Ma dove ha preso questa forza?’. Poi ho capito: lo ha fatto perché aveva consapevolezza del suo ruolo e della divisa che indossava. Qualcosa che lo rendeva migliore di se stesso. E’ la stessa cosa che l’Aula ha fatto a me”.

E ancora: “Le diatribe con Tremonti, quella volta che gli dissi che la sua manovra era da psichiatria. Io ero relatore e alla fine gli votai contro, non era mai successo prima e non è più capitato, dopo”.

Commenta su Facebook