Decreto Sicurezza, per i penalisti “contiene insensatezze”

Sul Decreto Salvini interviene il Presidente dell'Unione camere penali, Gian Domenico Caiazza, sottolineando che il Decreto contiene insensatezze

Matteo Salvini
Matteo Salvini

Sul Decreto sicurezza questa volta interviene il Presidente dell’Unione camere penali, Gian Domenico Caiazza. Secondo Caiazza, il Decreto contiene ”insensatezze e norme ”che non hanno altro valore se non quello di dare rilevanza penale al fastidio per situazioni anche minime: il lavavetri o il parcheggiatore abusivo ”. Infatti, il decreto del Ministro dell’Interno ‘‘ha riattivato, con nessuna possibilità di incidenza concreta, figure di reato come l’accattonaggio o il parcheggio abusivo’‘, ha spiegato Caiazza. Questa, ha sottolineato, “è la cifra più significativa delle nuove norme, anche davanti a misure strabilianti come quelle sulle permesso di soggiorno”.

Il populismo

Caiazza avverte poi sul rischio che si arrivi al referendum propositivo anche in materia penale.‘Se arriviamo alla discussione in Parlamento di una proposta di referendum propositivo anche in materia penale siamo alla manifestazione finale della cifra scelta dalla politica: assecondare le paure e scaricarle sul processo penale , condizionarne gli esiti pretendendo risposte a quelle paure e a quelle angosce”. E prosegue: “Il populismo non è un fatto nuovo, accompagna la vicenda penale praticamente da sempre, con l’aspettativa di punizione di condotte devianti, e comporta una pressione sulla giurisdizione da un lato e sul legislatore dall’altro. Quello che sta accadendo è un fatto nuovo: il valore del populismo penale rivendicato come obiettivo politico”.

Difendere i valori della Costituzione

Bisogna difendere i valori della Costituzione dall’idea che siano vissuti come intralcio alla vita pubblica, politica, giudiziaria, incompatibili con le esigenze di una giustizia simbolica”, sottolinea ancora il leader dei penalisti. Che termina augurandosi che venga esercitato il potere di sottoporre le nuove leggi al vaglio costituzionale”.

Elisabetta Riboldi
Nata il 15 luglio 1992, ho seguito il tipico cursus honorum della letterata milanese: diploma al liceo classico G. Berchet, laurea triennale in Lettere Moderne e magistrale in Filologia Romanza presso l'Università degli Studi di Milano. Fervente appassionata di tutte le arti, curioso nelle librerie, alle mostre, nei musei; per quasi dieci anni ho seguito corsi di teatro e, in seguito, di danza ottocentesca. Ma quella stessa curiosità che mi porta a indagare l'arte e la storia mi àncora fortemente all'attualità, di cui cerco di indagare processi e retroscena.