Primarie Pd 2019, candidati alla segreteria a confronto

Diversi i temi affrontati, ma la paura paventata e che gli elettori saranno pochi, questo nonostante il recente videomessagio di Prodi.

Candidati primarie Pd
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La corsa alle Primarie Pd 2019 è allo sprint finale. Confronto in stile “Il buono, il brutto e il cattivo” (e che nessuno si offenda, soprattutto Clint Eastwood) per i candidati alla segreteria Nicola Zingaretti, Maurizio Martina e Roberto Giacchetti. Diversi i temi affrontati, ma la paura paventata e che gli elettori saranno pochi, questo nonostante il recente videomessagio di Prodi.

Martina, al contrario, azzarda una previsione. Pensa infatti che si arriverà ad almeno un milione di persone. Dello stesso avviso, solo un po’ più prudente, Zingaretti: “Scommetto su oltre un milione alle primarie, dobbiamo lottare per arrivare almeno a un milione di elettori”.

ne parliamo in pausa pranzo

I candidati alle Primarie a confronto

Le Primarie rappresentano per il Pd un punto cruciale. Soprattutto in seguito alle recenti batoste elettorali, con quel 6 a 0 che il nemico Salvini ha recentemente festeggiato. Per questo non bisogna inciampare, non più. il rischio per il Partito democratico sarebbe quello di non rialzarsi mai più.

I temi sotto la lente di ingrandimento sono tanti, sono delicati e sono difficili. Dalle prossime elezioni europee alla questione migranti, passando per il caso dei genitori di Renzi.

Alleanze

Ma partiamo da un altro tema, anche questo importate e delicato. Le Alleanze che dovrà valutare il Pd. Con chi si potrebbe alleare il Pd? Martina spiega: “M5S e Fi senza alcun dubbio sì”. E sulla vocazione maggioritaria, indicata per la prima volta da Walter Veltroni, osserva: “Pensarci maggioritari anche in questo tempo, è decisivo. Ora dobbiamo ricostruire il centrosinistra partendo da un’idea di Paese, aperti a chi condivide questa sfida ma attenti a non replicare schemi del passato”.

La pensa diversamente, invece, Zingaretti. Per il governatore del Lazio il Pd deve fare alleanze “non con il M5S, la destra e Lega. Ma un’alleanza con le persone”.

Giachetti, invece, chiede chiarezza. Sull’alleanza con il M5S, spiega, c’è una “ambiguità di Nicola”, perché “come nella Prima Repubblica nella sua mozione lui ha uno che dice bianco, uno nero e uno grigio. Ma lui deve essere chiaro. Lui e chi sta con lui. Io sto in una comunità e non in una caserma, non voglio posti né ruoli in segreteria. Ma se il Pd viene portato con il M5S e rientrano quelli della scissione, il Pd non è più casa mia – sottolinea -. Anzi, si chiude il Pd a prescindere”.

Salute Pd

Lo stato di salute del Partito democratico è un altro tema al centro del confronto. Per Zingaretti, il partito deve pensare a “vincere alle Europee. Se vanno bene le primarie si apre una nuova battaglia politica”.

Pure Giachetti non le manda a dire: “Ricordate l’Unione da Mastella a Bertinotti? – dichiara -. Si vincevano le elezioni e poi c’era un governo che la mattina prendeva decisioni e il pomeriggio vedeva ministri in piazza a protestare contro quelle stesse decisioni. Io non voglio tornare a quello”. Quanto a Renzi, “non mi manca, c’è ed è l’arma di punta della nostra opposizione – sottolinea -. Io sono leale con quel progetto di 5 anni fa che ha fatto molto bene all’Italia. Renzi è nel Pd e lo dobbiamo ringraziare”. Con l’ex segretario dem anche Zingaretti spiega di avere “un ottimo rapporto”. “L’ho sempre rispettato quando era segretario, io ho votato Sì al referendum – afferma -. Mi auguro che non ci manchi. Il Pd che voglio è un partito pluralista e aperto e quindi abbiamo davvero bisogno di tutti e di tutte per costruire una nuova idea dello stare nella società. Se Matteo, come ha detto di voler fare, il suo contributo lo vuole dare, se sarò segretario, sarà il più felice del mondo”.

Questione migranti

Continuiamo con la questione migranti. In questo senso Martina non ha dubbi: “Noi dobbiamo essere consapevoli che sull’immigrazione si gioca una partita decisiva tra noi e la destra e dobbiamo dare battaglia nel Paese per dire che c’è un’altra via di governo di un fenomeno storico come quello migratorio”. Sulla questione sicurezza aggiunge: “Noi abbiamo bisogno di gestire i flussi migratori e regolarizzare le persone e non spingerle fuori dalle regole come fa il decreto Salvini”.

Zingaretti, invece, ricorda Pd ha “tirato fuori il Paese dalla crisi peggiore dal Dopoguerra ma non abbiamo visto la crescita delle disuguaglianze e quanto crescono le disuguaglianze, crescono le paure e la percezione dell’insicurezza” pur riconoscendo che “non siamo stati capaci di leggere questo grande tema”. “Ora – continua – c’è un governo, la Lega in testa, che dà le risposte peggiori a queste paure. Cavalcano un tema giusto dando risposte sbagliate. Anche per questo serve un’alternativa”.

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Governo

I tre candidati parlano poi di alcune delle misure intraprese dall’esecutivo o in via di definizione, come la legittima difesa. “No a più pistole, no a far diventare l’Italia il Texas d’Europa.Siamo in una situazione drammatica, questo governo ci sta portando nel cuore di una tempesta perfetta. Quello che hanno seminato loro oggi, lo pagheranno purtroppo i giovani domani”.

Giachetti si scaglia contro il reddito di cittadinanza, “una polpetta avvelenata” lo definisce. “Vedremo se si farà. Io lo cambierei e quei soldi li metterei sul Rei, che stava funzionando, e per abbassare le tasse su lavoro”.

Dello stesso parere zingaretti: “Il tema non è abolire i provvedimenti sulla povertà ma investire sul lavoro, o il reddito di cittadinanza diventa reddito di sudditanza. Io lo cambierei in modo radicale”.

Caso famiglia Renzi

Sulla vicenda dei genitori di Matteo Renzi messi ai domiciliari, Giachetti afferma che “in questo Paese abbiamo una giustizia malata, bisogna cambiare e riformare la giustizia”. Quindi cita il caso Tortora: “Quei magistrati fecero carriera…”. Per Zingaretti, “non c’è giustizia a orologeria, non ci sono complotti, ma le persone vanno difese. C’è un blackout dobbiamo chiamare tutti a un senso di responsabilità. Dobbiamo accelerare i tempi e di molto. Quindi no complotto, no giustizialismo, tutti facciano qualcosa per aggredire veri nodi della giustizia”.

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