Salvini finanziato da Putin: l’inchiesta de L’Espresso

L'Espresso pubblica un'inchiesta sui rapporti che sarebbero interciorsi tra la Lega e la Russia di Putin. Secondo quanto riportato, il Cremlino finazierebbe Matteo Salvini in vista delle elezioni europee.

Matteo Salvini e Vladimir Putin
Salvini finanziato da Putin: l'inchiesta de L'Espresso

Ci sarebbe la Russia dietro alla Lega, nelle elezioni europee. Un sostegno da svariate centinaia di migliaia di euro milioni, camuffato da compravendita di carburante. Tutti soldi che, secondo l’inchiesta de L’Espresso sarebbero finiti per finanziare Matteo Salvini, che dal canto suo ha sempre sostenuto di non avere interesse ai soldi di Putin ma di appoggiarlo “per sintonia politica“.

L’inchiesta

L’Espresso racconta come la trattativa sia stata portata avanti nel silenzio, tra lo stato maggiore salviniano e gli emissari di Putin. Una trattativa che ruota attorno a uno stock di “Gasoil EN 590 standards Udsl”: tre milioni di tonnellate di diesel. Carburante che una compagnia russa avrebbe ceduto ad una italiana. E grazie a questa compravendita, la Russia dovrebbe rimpinzare la casse della Lega in vista delle europee. L’Espresso dichiara di non sapere se la transazione è andata a buon fine, ma il suo obiettivo è quello di finanziare segretamente Salvini.

Il ruolo di Gianluca Savoini

Personaggio chiave nella vicenda è Gianluca Savoini, ex portavoce di Salvini, e secondo i media russi anche il suo consigliere. Media russi che non risparmiano le lodi a lui e alla Lega per le prese di posizione contro le sanzioni Ue alla Russia. Savoini, spiega L’Espresso, è sempre stato al finaco del Vicepremier nelle visite a Mosca, e ha sancito “l’alleanza tra la Lega e il partito di Putin, Russia Unita“. E’ Savoini che regge le fila, fin dall’inizio, del negoziato sul carburante.

L’inizio

La storia ha inizio a luglio 2018, quando Savoini intuisce la possibilità del negoziato, in particolare individua un possibile partner in uno degli uomini più ricchi della Russia, “un avvocato, ortodosso, anti abortista e anti gay a capo di un impero economico e fortemente legato al progetto sovranista europeo”, spiega L’Espresso.

L’accordo del 18 ottobre

Il 18 ottobre 2018 è una data fondamentale. Perchè in quella data vengono definiti alcuni dettagli dell’affare. Savoini, acconpagnato da altri due italiani incontra tre russi, e parlano dell’affare per sostenere la Lega. Si tratta di una fornitura di 250 mila tonnellate metriche di gasolio Usld al mese, per un anno. In totale, 3 milioni di gasolio in 12 mesi. E altrettanti milioni nelle casse della Lega.

L’Espresso dichiara di non avere notizia sulla buona riuscita dell’accordo, se quanto era stato siglato il 18 ottobre sia poi stato tradotto in pratica. In pratica, un paradosso: la principale forza governativa italiana viene sostenuta per le elezioni europee da Putin, che dell’Ue è nemico principale.

Come nasce l’asse tra Salvini e Putin

Ma da dove nasce l’asse Salvini-Putin? La Lega era in origine tendenzialmente anti-russa, perché simpatizzava con ogni separatismo. Così come la Padania lottava per l’indipendenza da Roma, così l’Ucraina e i Paesi baltici lottavano per l’indipendenza dall’Urss. Ma ecco un’inversione di rotta avvenuta a fine anni ’90. A cambiare le carte in tavolo ci pensa la Guerra del Kosovo, e in quel caso la Lega tende a essere filo-serba.

La svolta

La vera svolta si avrà però con l’arrivo di Salvini alla guida della Lega, tra il 2013 e il 2014. E’ in quel periodo che la Lega stabilisce legami con l’entourage dell’ologarca ultranazionalista e ultraortodosso Konstantin Malofeev. E’ sempre nel 2014 che viene creata l’ Associazione Culturale Lombardia Russia, che facilita i rapporti commerciali e politici. Il Presidente è Gianluca Savoini, proprio quel Savoini che ha guidato i negoziati con la Russia per l’accordo sui finanziamenti.

Russia, partner politico e commerciale

E’ in quel periodo che si sviluppa l’idea che la Russia non debba essere un nemico per l’Ue, ma anzi sia da cosniderare un prezioso alleato. Vari sono i rapporti politici intercorsi da allora tra i vertici della Lega e la Russia. Lo stesso Salvini compie molti viaggi in Russia, e con il passare del tempo la Lega sembra sempre più implicata nelle faccende russe. In primis la scottante vicenda dell’annessione della Crimea, spina nel fianco del Cremlino. E poi c’è la questione delle sanzioni Ue alla Russia, da cui Salvini prende dichiaratamente le distanze. E tutto il partito con lui, visto che nel maggio 2018 fa passare dal Consiglio Regionale veneto una risoluzione che chiede la fine delle sanzioni russe e il riconoscimento dell’annessione della Crimea.

L’accordo di cooperazione

Il rapporto tra il Cremlino e la Lega culmina nel 2017, quando Salvini si reca a Mosca a firmare formalmente l’accordo di cooperazione tra Lega e Russia Unita. Sui possibili finanziamenti, solo sospetti.

Sospetti a cui però l’inchiesta de L’Espresso dà certamente corpo.

Elisabetta Riboldi
Nata il 15 luglio 1992, ho seguito il tipico cursus honorum della letterata milanese: diploma al liceo classico G. Berchet, laurea triennale in Lettere Moderne e magistrale in Filologia Romanza presso l'Università degli Studi di Milano. Fervente appassionata di tutte le arti, curioso nelle librerie, alle mostre, nei musei; per quasi dieci anni ho seguito corsi di teatro e, in seguito, di danza ottocentesca. Ma quella stessa curiosità che mi porta a indagare l'arte e la storia mi àncora fortemente all'attualità, di cui cerco di indagare processi e retroscena.