Formigoni in carcere, si costituisce a Bollate

La Cassazione ha confermato la condanna per corruzione che era gli stata inflitta in appello. Ora l'ex governatore della Lombardia si è costituito al carcere di Bollate.

Formigoni in carcere
Formigoni in carcere

Formigoni in carcere. La Cassazione ha confermato la condanna per corruzione che gli era stata inflitta nel settembre 2018.

La pena in Cassazione è stata ridotta, passando da 7 anni e mezzo a 5 anni e 10 mesi. Questo perché alcuni capi d’accusa sono prescritti. Formigoni vedrà comunque aprirsi le porte del carcere. La legge cosiddetta spazzacorrotti, infatti, non contempla i benefici penitenziari, come gli arresti domiciliari, per gli ultrasettantenni condannati per reati contro la pubblica amministrazione.

L’ex governatore della Lombardia, che l’ha guidata per 18 anni, si è costituito nel carcere di Bollate. Stamattina il sostituto procuratore generale di Milano, Antonio Lamanna aveva firmato l’ordine di esecuzione della pena per Roberto Formigoni.

18 anni alla guida della Lombardia

Roberto Formigoni, ha guidato per 18 anni la regione Lombardia. E’ stato condannato in via definitiva in quanto avrebbe ricevuto fino al 2011 benefit dal faccendiere Pierangelo Daccò in cambio di favori per l’ospedale San Raffaele di Don Luigi Verzè e la clinica Maugeri di Pavia.

Formigoni avrebbe usufruito di uno yacht e una di villa in Sardegna oltre a molti altri vantaggi fino a una cifra calcolata in 6,6 milioni di euro. I due centri di cura hanno avuto in cambio, secondo le sentenze, finanziamenti pubblici. 120 milioni di euro sono andati all’ospedale, 180 alla clinica.

Le pena è stata ridotta perché alcuni reati erano andati in prescrizione. Inoltre, se la sentenza avesse tardato ancora, a luglio tutti i reati sarebbero stati prescritti.

Le altre condanne

Confermante invece le condanne a 7 anni e 7 mesi per Costantino Passerino, ex direttore della Maugeri, e a 3 anni e 4 mesi per l’imprenditore Carlo Farina. Pierangelo Daccò era stato già condannato in via definitiva a 9 anni per la vicenda del San Raffaele. Aveva poi patteggiato altri 2 anni e 7 mesi per il secondo caso. Adesso è libero in attesa dell’affidamento in prova ai servizi sociali. Gli restano da scontare 4 anni dopo i 6 passati fra carcere e domiciliari.

Il Celeste

Roberto Formigoni, era chiamato da tutti il Celeste (l’appellativo dell’imperatore cinese). Silvio Berlusconi lo aveva nominato il governatore a vita della Lombardia, in quanto aveva guidato la Regione dal 1995 al 2013.

Formigoni è nato a Lecco nel 1947. Politicamente è cresciuto nella Dc dopo la laurea in Filosofia alla Cattolica e con l’imprinting di don Luigi Giussani, il fondatore di Comunione e Liberazione. L’influenza del don fu così forte da fargli dichiarare voto di castità. Inoltre Formigoni ha vissuto per anni in una comune ciellina.

Le riforme di Formigoni

La sua massima riforma da Governatore della Regione Lombardia ha riguardato proprio la sanità, con l’ingresso dei privati nel settore. E da qui è partita l’inchiesta che lo ha travolto.

A Formigoni si deve anche la nuova sede della Regione Palazzo Lombardia, la creazione di Trenord e il buono scuola.

“Sono umanamente dispiaciuto” , ha commentato il leader e fondatore di Forza Italia Silvio Berlusconi, che comunque con Formigoni non ha mai avuto un rapporto idilliaco.

Mattia Pirola
Nato il 18 luglio del 1990, vivo da sempre nella tranquilla Cassina de' Pecchi, alle porte della ben più caotica Milano. Con una laurea in Storia ho soddisfatto la mia voglia di conoscere il passato e con l'attività giornalistica la necessità di analizzare il presente, ben consapevole che questa epoca sarà ricordata per le sue innumerevoli contraddizioni.