Radio, una canzone italiana ogni tre: la proposta della Lega

Il leghista Alessandro Morelli ha presentato una proposta di legge che prevede di riservare un terzo della programmazione delle emittenti radiofoniche ad artisti italiani

Mahmood
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Nuova richiesta della Lega, che questa volta riguarda i palinsesti musicali delle radio italiane. Già, perché puntare sulla musica nostrana e tutelare la tradizione sembra essere l’obiettivo della proposta di legge targata Alessandro Morelli. Il Presidente della commissione Trasporti e telecomunicazioni della Camera, e fino allo scorso anno direttore di Radio Padania, è la prima firma della proposta, come riporta l’AdnKronos.

Le parole di Morelli

Intervistato, Morelli ha tirato in ballo il vincitore di Sanremo Mahamood, e tutte le polemiche connesse con la sua vittoria. “La vittoria di Mahmood all’Ariston dimostra che grandi lobby e interessi politici hanno la meglio rispetto alla musica”, dice Morelli. “Io preferisco aiutare gli artisti e i produttori del nostro Paese attraverso gli strumenti che ho come parlamentare”. E continua, spiegando la proposta di legge: “Mi auguro infatti che questa proposta dia inizio a un confronto ampio sulla creatività italiana e soprattutto sui nostri giovani”.

Per Morelli “la musica non è solo un passatempo ma un racconto della nostra vita, della nostra cultura, dei momenti della vita, dei luoghi e dei sentimenti“. Ma ricorda anche che “promuovere la musica italiana significa sostenere l’industria della cultura del nostro Paese e quindi le tante persone che ci lavorano”. “Il punto”,conclude l’ex direttore di Radio Padania, “è interrogarsi su che fine fa la musica italiana per 365 giorni all’anno, quando si chiude il sipario dell’Ariston“.

La proposta di legge

Il titolo è “Disposizioni in materia di programmazione radiofonica della produzione musicale italiana”. Le richieste espresse, che le emittenti radiofoniche, nazionali e private” debbano riservare “almeno un terzo della loro programmazione giornaliera alla produzione musicale italiana, opera di autori e di artisti italiani e incisa e prodotta in Italia, distribuita in maniera omogenea durante le 24 ore di programmazione”.

La tutela degli artisti emergenti

Inoltre, per tutelare e incentivare gli artisti emergenti, la proposta prevede che una quota “pari almeno al 10 per cento della programmazione giornaliera” venga “riservata alle produzioni degli artisti emergenti”. La vigilanza sull’applicazione della legge sarà affidata “all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni”. Che potrà “in ultima distanza disporre la sospensione dell’attività radiofonica da un minimo di otto ad un massimo di trenta giorni”.

I dati

Morelli cita dati, numeri. Nelle dieci emittenti radiofoniche più ascoltate in Italia, secondo l’esponente leghista, la quota media di repertorio italiano è inferiore al 23%. In alcuni casi limite, questa quota sarebbe addirittura uguale o inferiore al 10%.

I precedenti in Europa

In realtà non is tratta di una novità assoluta, In Francia, ad esempio, dal 1994 la “legge Toubon” sull’uso e la promozione della lingua francese in tutti i contesti obbliga le radio transalpine a trasmettere musica francese per una quota pari almeno al 40% della programmazione giornaliera.

Il commento di Al Bano

Al Bano

“Solo una canzone italiana su tre è poca cosa. Almeno sette su dieci!”. Così Al Bano ha commentato la proposta di legge di Morelli. Il cantante rincara la dose: “Bisogna fare come in Francia, dove le radio trasmettono il 75 per cento di musica nazionale e il 25 per cento di musica straniera. Occorre tutelare di più la nostra tradizione, come fanno gli altri Paesi”.

E continua, in riferimento alla vittoria di Mahmood a Sanremo: “La canzone di Mahmood è molto carina, anche se va tutelata maggiormente la matrice italiana che è quella melodica. Capisco che non si possono trascurare le nuove tendenze come il rap e il trap, ogni epoca ha la sua musica”.

Elisabetta Riboldi
Nata il 15 luglio 1992, ho seguito il tipico cursus honorum della letterata milanese: diploma al liceo classico G. Berchet, laurea triennale in Lettere Moderne e magistrale in Filologia Romanza presso l'Università degli Studi di Milano. Fervente appassionata di tutte le arti, curioso nelle librerie, alle mostre, nei musei; per quasi dieci anni ho seguito corsi di teatro e, in seguito, di danza ottocentesca. Ma quella stessa curiosità che mi porta a indagare l'arte e la storia mi àncora fortemente all'attualità, di cui cerco di indagare processi e retroscena.