Foibe, via le pensioni a partigiani ex-titini: per l’Anpi è “proposta meschina”

Fratelli d'Italia ha presentato un'interrogazione parlamentare sulle pensioni agli ex partigiani titini, ma per l'ANPI si tratta di una "straodinaria meschinità".

Giorgia Meloni
Fratelli d'Italia ha presentato un'interrogazione parlamentare sulle pensioni agli ex partigiani titini

Fratelli D’Italia ha proposto lo stop alle pensioni per gli ex partigiani filo-titini, colpevoli di crimini contro gli italiani. Ugualmente, stop aai versamenti alle famiglie cui spetta la reversibilità. Per Giorgia Meloni si tratta di un’ iniziativa “sacrosanta che si unisce ad altre nostre richieste, come quella di revocare le onorificenze date dalla nostra Repubblica al maresciallo Tito e di intervenire contro il fatto di intitolare proprio a Tito tante strade nelle nostre città”. Questo dunque il commento della leader di Fratelli d’Italia.

Ieri infatti, il partito guidato dalla Meloni ha rivolto un’interrogazione al Ministro del Lavoro, Luigi Di Maio per chiedere di abolire pensioni a ex partigiani del confine orientale, complici dei titini tra il ’43 e il ’47.

I commenti alla proposta di Fratelli d’Italia

A commentare l’interrogazione è il Presidente della Regione Friuli Venezia-Giulia, Massimiliano Fedriga. “Se tecnicamente si può fare, se hanno commesso reati o hanno collaborato alle stragi, sono favorevole” afferma all’AdnKronos. “Ho proposto proprio io di togliere le pensioni ai mafiosi, certo che sarei d’accordo”, ha sottolineato Fedriga.

Ettore Rosato

Per Ettore Rosato, vicepresidente dem della Camera, “nel dramma degli esuli, delle foibe e di quello che è accaduto sul confine orientale, esiste certamente un tema di verità non emerse, di criminali non puniti, di documenti celati”. E spiega: “C’è anche il tema delle pensioni che se erogate effettivamente a criminali di guerra riconosciuti tali da un tribunale vanno revocate, siano essi comunisti o fascisti”. Rosato ha ricordato che il Parlamento aveva già decisoin tal senso qualche anno fa per i casi di terroristi e mafiosi. “Tutte le istituzioni devono lavorare senza tregua per far emergere la verità e far prevalere la giustizia ma attenzione a non cercare soltanto occasione di divisioni”, ha poi concluso.

Viola Carofalo

Ma se gli esponenti di destra sembrano essere concordi, non tutti si sono espressi a favore dell’interrogazione parlamentare sulle pensioni agli ex titini. Vogliono cancellare un pezzo di storia, continuando nell’assoluzione dei criminali di guerra italiani e condannando a posteriori gli slavi che, come vuole lo stereotipo fascista, sono barbari” ha commentato Viola Carofalo, leader di Potere al Popolo.

Secondo la Carofalo “è un modo per non parlare seriamente delle complesse vicende del confine orientale e, intanto, usare il tema per distrarre gli italiani. È quantomeno grottesco che proprio loro parlino di pensioni dopo quello che hanno fatto; si tratta di fumo negli occhi per coprire le proprie responsabilità politiche di fronte agli italiani”. Per la leader di Potere al Popolo “queste loro affermazioni offendono nuovamente la memoria delle vittime italiane e jugoslave delle politiche fasciste in quei territori. Si affrontino con rigore e serietà storica queste vicende, non con le chiacchiere da bar di chi ha la coscienza sporca”.

Il parere di Carla Nespolo

Dello stesso parere Carla Nespolo, Presidente dell’Anpi : “Questa richiesta è di straordinaria meschinità, perché condotta contro persone che hanno più di 90 anni. Stiamo assistendo ad un volgare tentativo di rovesciamento della Storia, per far dimenticare l’operato annessionista e razzista del fascismo e di Mussolini, condotto assieme all’alleato nazista, con aggressione della Jugoslavia, che nulla aveva fatto contro l’Italia”.

La Nespolo ha ricordato poi i “40.000 soldati italiani che, dopo l’8 settembre ’43, scelsero di combattere da partigiani a fianco della Resistenza Jugoslava”. Ne morirono 20.000 “in questa guerra di Liberazione internazionale, riscattarono l’onore dell’Italia dalla vergogna del fascismo”. E la Presidente Anpi conclude con un monito all’Europa: “Se lo ricordi anche il Presidente del Parlamento Europeo, se non vuole contribuire ad accentuare l’isolamento italiano in Europa, come dimostrano, in queste ore, le reazioni indignate dei governi di  Slovenia e Croazia”.

Elisabetta Riboldi
Nata il 15 luglio 1992, ho seguito il tipico cursus honorum della letterata milanese: diploma al liceo classico G. Berchet, laurea triennale in Lettere Moderne e magistrale in Filologia Romanza presso l'Università degli Studi di Milano. Fervente appassionata di tutte le arti, curioso nelle librerie, alle mostre, nei musei; per quasi dieci anni ho seguito corsi di teatro e, in seguito, di danza ottocentesca. Ma quella stessa curiosità che mi porta a indagare l'arte e la storia mi àncora fortemente all'attualità, di cui cerco di indagare processi e retroscena.