Elezioni Abruzzo 2019, affluenza definitiva alle urne: ha votato il 53,10%

Alle elezioni regionali in Abruzzo ha votato il 53,10% dei cittadini aventi diritti al voto. Percentuale di affluenza alla urne in netto ribasso rispetto alle precedenti elezioni.

Elezioni regionali Abruzzo
Elezioni regionali Abruzzo

Si chiude con il 53,10% la percentuale di votanti per le elezioni in Abruzzo. Durante le scorse elezioni si erano recati alle urne il 61,55%. Confermata la percentuale più alta per Pescara (54,77%) mentre quella più bassa è stata registrata a Chieti con il definitivo 50,18%.

I dati delle 19

Alle ore 19, in merito alle elezioni regionali in Abruzzo, ha votato il 43% degli aventi diritto al voto contro il 45,10% delle precedenti. La provincia che ha risposto con il minor afflusso è stata quella di Chieti con il 40,46% mentre quella più alta è L’Aquila con il 44,56%.

Il dato delle ore 12

L’Abruzzo vede oggi il voto anticipato per il rinnovo del Consiglio regionale e la elezione del nuovo presidente. Alle ore 12 ha votato, nei 305 Comuni oggi chiamati a scegliere per il rinnovo del Consiglio regionale e a eleggere il presidente, il 13,42% degli aventi diritto. Il dato è in calo rispetto a quello della stessa ora delle precedenti elezioni, che era del 15,92%.

Chi si contende la vittoria?

In molti a contendersi una sola poltrona. La prima, Sara Marcozzi, avvocato 41enne di Chieti del Movimento cinque stelle. Il secondo Marco Marsilio, senatore romano di origini abruzzesi, di Fratelli d’Italia. Pio c’è Giovanni Legnini, avvocato di 60 anni originario di Roccamontepiano (Chieti), a capo di una coalizione civica e di centrosinistra composta da 8 liste, Partito democratico, Legnini Presidente, Abruzzo Insieme, Avanti Abruzzo, Abruzzo in Comune, +Abruzzo, Progressisti per Legnini, Centristi per l’Europa-Solidali e popolari. E infine Stefano Flajani di CasaPound. 


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Mattia Pirola
Nato il 18 luglio del 1990, vivo da sempre nella tranquilla Cassina de' Pecchi, alle porte della ben più caotica Milano. Con una laurea in Storia ho soddisfatto la mia voglia di conoscere il passato e con l'attività giornalistica la necessità di analizzare il presente, ben consapevole che questa epoca sarà ricordata per le sue innumerevoli contraddizioni.