Elezioni Abruzzo 2019, Matteo Salvini rompe il silenzio elettorale: ira delle opposizioni

Oggi in Abruzzo ci sono le elezioni regionali. All'apertura delle urne il ministro dell'Interno ha violato il silenzio elettorale, invitando a votare Lega.

Matteo Salvini
Il Ministro dell'Interno Matteo Salvini

Elezioni Abruzzo 2019, Matteo Salvini ha rotto il silenzio elettorale. Il Ministro dell’Interno, all’apertura delle urne, ha invitato su Twitter i cittadini a sostenere la Lega. E lo avrebbe fatto per ben tre volte. In questo modo il Ministro dell’Interno ha violato la legge che impone di non fare campagna elettorale a ridosso delle consultazioni elettorali: “Io ce l’ho messa tutta! Oggi tocca a voi: dalle 7 alle 23, bastano 5 minuti del vostro tempo: una croce sul simbolo LEGA e vinciamo!”, si legge su Twitter.

Il Ministro dell’Interno avrebbe il compito di vigilare sulle elezioni, ma già alle prime luci dell’alba era attivo a fare campagna elettorale sui social. “Oggi in Abruzzo, dalle 7 alle 23, vota Lega! oggivotolega”.

La critica dell’opposizione

La scelta di Salvini è stata duramente criticata dal presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti: “Oggi si vota in Abruzzo e il ministro degli Interni Salvini viola la legge elettorale facendo propaganda. Pensano al partito distruggendo l’Italia. L’arroganza e l’incapacità al potere. Iniziamo a mandarli a casa”.

In tema di silenzio elettorale la normativa è chiara. La legge n°130 del 1975 vieta esplicitamente le esternazioni di propaganda a favore di una delle formazioni politiche in corsa “nel giorno precedente ed in quelli stabiliti per le elezioni”.

Per chi contravviene a questa regola è previsto anche il carcere. All’ultimo comma dell’articolo 8 si legge: “Chiunque contravviene alle norme di cui al presente articolo è punito con la reclusione fino ad un anno e con la multa”.




Mattia Pirola
Nato il 18 luglio del 1990, vivo da sempre nella tranquilla Cassina de' Pecchi, alle porte della ben più caotica Milano. Con una laurea in Storia ho soddisfatto la mia voglia di conoscere il passato e con l'attività giornalistica la necessità di analizzare il presente, ben consapevole che questa epoca sarà ricordata per le sue innumerevoli contraddizioni.