Legge Pillon in sintesi, pro e contro del testo sul divorzio

Pillon è membro in parlamento del gruppo Lega-Salvini Premier. Inoltre è anche membro fondatore del Comitato Family Day.

Simone Pillon
Simone Pillon

Il disegno di legge Pillon “norme in materia di affido condiviso, mantenimento diretto e garanzia di bigenitorialità” ha fatto esplodere le polemiche già da diversi mesi. Porta il nome del senatore Simone Pillon, che lo ha presentato come primo firmatario. Pillon è membro in parlamento del gruppo Lega-Salvini Premier. Inoltre è anche membro fondatore del Comitato Family Day.

Il disegno di legge Pillon è stato presentato il 1 agosto 2018 e da quel giorno non ha mai smesso di suscitare critiche e dibattiti. Inoltre, dopo l’approfondimento andato in onda su Rai3, lunedì 28 gennaio, sono molte le persone che si sono indignate e che vogliono provare a bloccarlo a tutti i costi. Ecco cosa dice il testo.

Il testo in sintesi

Allora, quello che dice il testo è semplice. I genitori di minori che vorranno separarsi dovranno, per forza di cose, iniziare un percorso di mediazione familiare. Se non lo faranno non potranno procedere. La legge prevede, infatti, che venga istituito un albo dei mediatori familiari. Però, soltanto il primo incontro sarà, per legge, gratuito. Gli altri si pagheranno. Il procedimento di mediazione familiare non deve durare più di sei mesi. Il minore può partecipare solo se ha 12 anni o più.

Non è finita. Per legge, il minore dovrà, se tutto andrà in porto, trascorrere tempi uguali con entrambi i genitori. Questo senza contare come siano i rapporti tra la madre e il padre del minore.

Il giudice affida, quindi, in via condivisa i figli minori a entrambi i genitori. Stabilisce il doppio domicilio del minore. Le comunicazione scolastiche, amministrative e sulla salute dovranno, sempre se tutto andrà in porto, pervenire a entrambi i domicili.

L’affidamento esclusivo è previsto, ma va garantito il diritto del minore alla bigenitorialità. Il giudice deve, in caso di affidamento esclusivo, darsi da fare per rimuovere le cause dell’affidamento esclusivo..

Le spese del minore saranno a carico di entrambi i genitori, in misura proporzionale al loro reddito, con il mantenimento diretto. Il giudice può stabilire che un genitore corrisponda all’altro un assegno periodico a titolo di contributo, ma solo se strettamente necessario.

Padri separati

A una prima occhiata, dunque, il testo del disegno di legge Pillon potrebbe essere a favore dei padri separati. Anche se non tutti la pensano così. Per alcuni, infatti, il nuovo disegno di legge si limiterà soltanto a “complicare le cose”.

Secondo Ernesto Emanuele, dell’Associazione Padri Separati Cristiani, i “figli si fanno in due e si crescono in due. Con tempi paritetici i figli non saranno più “pacchi postali”.

Su internet, suoi social, in radio e in televisione sono molti i padri che hanno difeso il testo. Alcuni si sono lamentati di poter vedere il figlio solo 5 ore a settimana, e spesso “sotto tutela”. “Se coniugi si smette di esserlo genitori si è per sempre” – scrive qualcuno.

E ancora: “C’è un’equazione sbagliata in base alla quale chi non vive con il figlio “compensa” l’assenza con i soldi, come se fossero due variabili collegate quando invece non lo sono”.

Donne

Alcune proposte sono state lette a svantaggio della donna e dei minori.
Bernardini De Pace, specializzata in diritto di famiglia, ha scritto su Repubblica un pezzo di forte critica. Il provvedimento si configura, per lei, come “rivoluzione rozza e inutilmente populista. Che fa affondare tutti, avvocati, genitori, uomini e donne, giudici, psicologi nel letame di un’assurda parità materiale e di contabilità, a favore solo del molesto pianto greco di un’obiettiva minoranza di papà separati e inadempienti”.

Luisa Betti Dakli, giornalista professionista esperta di diritti umani, sostiene: “Il disegno di legge rende assolutamente molto più difficile separarsi e divorziare. Viene imposta una mediazione obbligatoria ma la mediazione funziona solo quando è volontaria. I tempi paritari sono impossibili perché a oggi i giudici si basano sulla situazione che c’è in quel momento in famiglia.

Divorzio internazionale

Alla separazione di una coppia, oggi, deve essere applicata la legge nazionale comune dei coniugi al momento della presentazione della domanda o la legge del luogo dove la loro vita matrimoniale risulta prevalentemente localizzata.

Ancora da chiarire cosa cambierà, se cambierà qualcosa, con la legge Pillon.

Tempi di approvazione

La legge Pillon, secondo il volere del suo primo firmatario, avrebbe dovuto essere approvata prima di Natale. Questo, però, sopratutto a causa delle numerose contestazioni, anche in seno al Governo, non è stato possibile.

Ora Pillon spera di poterla fare approvare entro Pasqua.
Chi lo sa che per Pasqua non riusciamo a regalare ai bambini le vacanze con la mamma o con il papà” – ha detto il senatore leghista durante una sua diretta Facebook.

Pro e contro

Il disegno di legge rappresenta certamente una rivoluzione nell’ambito delle questioni relative alle separazioni coniugali e familiari.

Tra i punti, da molti ritenuti qualificanti, ci sono il principio della bigenitorialità perfetta, la mediazione civile obbligatoria al momento della separazione se ci sono figli minori, l’abolizione dell’assegno di mantenimento, la lotta contro l’”alienazione parentale”, l’abrogazione dell’addebito, la doppia domiciliazione dei figli presso padre e madre, le figure del mediatore e del coordinatore del piano genitoriale che si concorda dopo la separazione.

Tuttavia c’è chi lo ritine solo un pericolo. In quanto potrebbe incrementare la conflittualità genitoriale e potrebbe andare contro gli interessi dei bambini.

La protesta

La proposta di legge del senatore Pillon, ovviamente, sta facendo discutere. A fare sentire la sua voce (e non con un accento positivo) è stato anche il Ministro del Lavoro Luigi Di Maio, a cui non sono andati giù molti punti del disegno di legge.

Anche l’opposizione è salita sulle barricate. Secondo Maurizio Martina del Pd, si tratta di provocazione inaccettabile contro i diritti delle donne e dei minori. Per Laura Boldrini, invece, è un provvedimento che vuole riportare l’Italia indietro di 50 anni e “che impone una visione oscurantista del matrimonio”.

Mattia Pirola
Nato il 18 luglio del 1990, vivo da sempre nella tranquilla Cassina de' Pecchi, alle porte della ben più caotica Milano. Con una laurea in Storia ho soddisfatto la mia voglia di conoscere il passato e con l'attività giornalistica la necessità di analizzare il presente, ben consapevole che questa epoca sarà ricordata per le sue innumerevoli contraddizioni.