Theresa May e la Brexit: pronto un “piano B” dopo la sconfitta

Theresa May ha annunciato le prossime mosse politiche onde evitare un possibile secondo referendum. Abolito anche il "settled status" per i residenti stranieri nel Regno Unito.

La Brexit e Theresa May
La Brexit e Theresa May

Theresa May ha intenzione di discutere con i deputati della Camera dei Comuni in merito alle preoccupazioni relative al backstop. L’intenzione del premier britannico è quella di giungere alle «adeguate conclusioni, a seguito delle nostri discussioni all’Unione Europea». Il “piano B” studiato dalla May arriva dopo la bocciatura in aula sul negoziato, in ottica Brexit, con Bruxelles.

Anche l’Irlanda al centro del dibattito

Un riferimento della May si rivolge, sin da subito, alle misure volte nel prevenire l’insorgere di un confine fisico tra l’Irlanda e l’Irlanda del Nord. Ciò è contenuto, infatti, nell’accordo di ritiro del Regno Unito dall’Unione Europea. «Vi è la paura di poter rimanere intrappolati, in modo permanente, in questo meccanismo. A questo bisogna aggiungere le preoccupazioni per il potenziale impatto sulla nostra unione se l’Irlanda del Nord venisse trattata in modo diverso dal resto del Regno Unito».

Le mosse politiche di Theresa May

Smentita secca in merito a un possibile cambiamento negli accordi del venerdì santo. Non ci sarà, a detta della May, alcuna riapertura degli accordi di Belfast. Theresa May, dal proprio canto, è convinta che nel Regno Unito arriveranno richieste per dare vita a un secondo referendum. In tal caso, però, si evince che i deputati della Camera dei Comuni rifiuteranno la proposta di convocare un’altra consultazione popolare sulla Brexit. Per la May convocare un nuovo referendum «minerebbe la coesione sociale del Paese».

Scongiurare un secondo referendum

L’eventualità di un altro referendum «richiederebbe un’estensione dell’articolo 50. Tutto questo segnerebbe, con ogni probabilità, il ritorno di un nuovo gruppo di nostri rappresentanti al Parlamento europeo a maggio».

Dietrofront sul “settled status”

Theresa May ha annunciato di aver fatto un passo indietro per il pagamento di 65 sterline da parte di milioni di cittadine dell’Unione Europea residente nel Regno Unito. Da oggi, infatti, si sarebbero dovuti registra per ottenere il “settled status“: si tratta di una sorta di permesso di soggiorno permanente. Chi ha già versato la quota sarà rimborsato.
Alessandro Artuso
Nato a Roma il 18 giugno 1991, ho conseguito la laurea triennale presso l'Università della Calabria e la magistrale all'Università degli Studi di Messina. Giornalista pubblicista, da luglio 2018, ho maturato la mia prima esperienza lavorativa con la redazione calabrese ottoetrenta.it con la quale collaboro da aprile 2015. Ho lavorato nell'azienda Silicon Make App producendo articoli inerenti a tematiche come Sviluppo app, Web marketing e Social media marketing. Interessato alle notizie a tutto tondo, mi pongo come elementi imprescindibili la ricerca e il controllo delle fonti.