Reddito di Cittadinanza: Salvini rifiuta la tabella per la foto

A mostrare il vero volto degli intrighi interni a Palazzo Chigi ci ha pensato ieri il siparietto con cui dopo il Consiglio dei Ministri Matteo Salvini ha rifiutato la tabella che mostrava il testo del Reddito di Cittadinanza per la fotografia di rito.

Matteo Salvini
Matteo Salvini rifiuta la tabella del Reddito di Cittadinanza da mostrare nella foto dopo oil Consiglio dei Ministri

Quel cartello con i due cavalli di battaglia dell’alleato di governo proprio non deve essergli piaciuto, a Matteo Salvini, al punto tale da spingerlo a rifiutare la versione standard per la foto di rito dopo il Consiglio dei Ministri che ieri ha dato disco verde a Quota 100 e Reddito di Cittadinanza. L’eloquente siparietto è stato colto in alcune foto riprese in queste ore da molti portali, primo fra tutti Giornalettismo. In esse si vede il Ministro dell’Interno rifiutare, durante uno step muto dell’evento, il cartello che il portavoce dei Cinquestelle Rocco Casalino prova invano a ficcargli fra le mani.

Non c’è bisogno di capacità analitiche eccelse, per leggere nel gesto, documentato, la ferma intenzione di prendere le distanze soprattutto da uno dei due punti del programma-contratto che storicamente più stanno scomodi alla componente leghista dell’Esecutivo: il reddito ai cittadini. Ed ecco che la photo opportunity scavalca la natura un po’ tronfia ed imbalsamata del momento e diventa specchio fedele degli screzi casalinghi di Palazzo Chigi. Non è un mistero infatti che Salvini riponga molte delle sue speranze politiche – speranze di egemonia assoluta in quanto ad esercizio del potere esecutivo – nel fallimento dei due punti cardine dei compagni di cordata al governo.

Le diverse letture del gesto

Un harakiri oggetto in questi giorni di moltissime letture: da quelle di sincero auspicio da parte di componenti partitiche di opposizione, per fisiologia di dialettica politica (o per mera tigna) a quelle di analisti tecnici che ravvisano nei due provvedimenti l’assenza degli opportuni contrafforti economici utili a renderle davvero efficaci invece che, a detta di molti, letali per casse dello stato e cittadini stessi. Salvini è uno che nella comunicazione personalizzata ci crede almeno quanto crede in quella “trasversale”, fatta cioè di messaggi fra il velato ed il subliminale che lascino trasparire le sue aderenze, i suoi comparaggi ma anche e soprattutto il suo scetticismo, anche (e soprattutto) nei confronti del compagni di cordata governativa.

Lo scopo

Lo scopo è palese: andare ad incassare alle Europee un risultato che consegni al “capitano” il timone di una nave che a suo rimunginare non ha più bisogno di doppi tracciati di rotta. Il frame video è eloquente: a fine conferenza, con Conte e Di Maio dotati di cartello d’ordinanza con su stampigliate le due “perle” del M5S, Salvini ne ha sfoggiata una dove il reddito non era descritto. Inutile e goffetto il tentativo di un crotalico Casalino di ficcargli in extremis fra la mani la slide giusta. Salvini ha visibilmente rifiutato l’offerta, in un frame muto ma più chiacchierone di cento microfoni.

Giampiero Casoni
Giampiero Casoni, 50enne nato a Cassino, è da sempre un cronista di giudiziaria. Ha collaborato ed operato in redazione per Ciociara Oggi, La Provincia, di cui ha curato anche l'edizione nazionale e Provincia quotidiano, che ha recentemente accompagnato in esequie editoriali. Ha partecipato alla fondazione e vita di numerosi free press e pubblicato pezzi per agenzie dell'Alto Casertano aventi a tema soprattutto la camorra aversana. Autore di numerose inchieste sulla camorra domitia dei La Torre, si è cimentato anche con la scrittura, pubblicando romanzi sui clan secondiglianesi e sillogi poetiche. Appassionato di storia e umorista a tempo perso, cura con molta approssimazione e svogliatezza il blog Bignè all'aceto, di cui intende, da qui a qualche secolo, riesumare i fasti potenziali assieme alla compagna, la scrittrice Monia Lauroni, moderna eroina martirizzata dal suo perenne borbottare.