Video Bonafede rivela l’identità di un agente, imbarazzo tra le forze dell’ordine

Le immagini rivelano l'identità di un agente che si copre il volto con la sciarpa. Il garante dei detenuti: "Rimuoverlo. Il Paese non ha bisogno di queste tensioni".

Il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede
Il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede

Il video di Bonafede, con sullo sfondo lo sbarco dell’ex latitante Cesare Battisti, divulgato dallo stesso Ministro della Giustizia, ha creato imbarazzo tra i poliziotti. Il video mostra in volto agenti che non dovrebbero mai apparire. Osservando il video, si può notare in particolare il comportamento in particolare di un agente che, accorgendosi della telecamera che si gira verso di lui, si copre il volto con una sciarpa. Forse, dunque, si trattava di un agente sotto copertura.

Esposto in procura

La Camera Penale di Roma ha annunciato che presenterà un esposto in procura. Il video, dal profilo Facebook del Ministro, riprende infatti le varie fasi dell’arrivo di Cesare Battisti in Italia. Comprese le procedure di fotosegnalamento effettuato negli uffici della Questura della Capitale, e quelle relative alle impronte digitali. Il sindacato dei penalisti chiederà di verificare se violi il divieto di pubblicazione dell’immagine di persona privata.

Duro anche il Garante nazionale dei detenuti, che “confida, sulla base della più volte affermata volontà del ministro della Giustizia del pieno rispetto della dignità di ogni persona, che si provvederà a rimuovere tali video”. E ricorda che “epiteti, frasi e immagini che puntano ad acquisire consenso attraverso il ricorso a un linguaggio del tutto estraneo a quello del costituente, finiscono per consolidare una cultura di disgregazione sociale e di tensione di cui il Paese non ha certamente bisogno”.

L’interrogazione al Governo

La Vicepresidente del Senato, Anna Rossomando, del Pd, ha già depositato un’interrogazione al Governo. Chiede “se il Ministro abbia valutato l’opportunità di diffondere tale video alla luce delle evidenti ragioni di sicurezza e protezione che dovrebbero essere garantite ai poliziotti penitenziari impiegati in un servizio così delicato.  Se tra gli uomini ripresi vi fossero anche appartenenti al G.O.M., reparto della polizia penitenziaria che svolge il delicato compito della custodia di pericolosi detenuti mafiosi e terroristi. Se la pubblicazione del video non abbia esposto poliziotti penitenziari e agenti della polizia a rischi per la loro sicurezza e incolumità”.

Mattia Pirola
Nato il 18 luglio del 1990, vivo da sempre nella tranquilla Cassina de' Pecchi, alle porte della ben più caotica Milano. Con una laurea in Storia ho soddisfatto la mia voglia di conoscere il passato e con l'attività giornalistica la necessità di analizzare il presente, ben consapevole che questa epoca sarà ricordata per le sue innumerevoli contraddizioni.