Legge di bilancio 2019, monta la protesta

Le opposizioni, dal Partito democratico a Fratelli d'Italia, bocciano la manovra, e così anche i sindacati, che i preparano a scendere in piazza.

Manifestazione Cisl
Opposizioni e sindacati pronti a scendere in piazza contro la Legge di bilancio 2019

Approvata la Legge di bilancio 2019, ma le opposizioni e sindacati sono sul piede di guerra. Dopo la seduta movimentata di sabato notte, il Governo gialloverde esulta per il risultato ottenuto. ”E’ passata la manovra del popolo”, così Luigi Di Maio rivendica con orgoglio l’approvazione in Senato del Ddl bilancio. Esulta insieme al collega di governo, Matteo Salvini, perché il traguardo si avvicina: il testo definitivo dovrà fare un’ultima fermata alla Camera, per il via libera finale. Ad essere scontente sono invece le opposizioni, che già si preparano a scendere in piazza contro la Legge di bilancio 2019.

Forza Italia e Leu bocciano la manovra e Fdi con Giorgia Meloni attaccano: “La svolta sovranista non é arrivata”. Anche il Pd è contro la manovra, e i candidati alle primarie di marzo 2019 si sono già mobilitati. I sindacati, dal canto loro, annunciano di essere pronti alla protesta.

Le proteste del Pd

Il Pd scende in campo con Nicola Zingaretti, che propone “a tutti i candidati alla segreteria di dare un segnale al Paese e organizzare insieme a gennaio in tutte le piazze delle città italiane una giornata straordinaria di mobilitazione”. Anche Maurizio Martina si schiera. Chiede di promuovere per sabato 29 dicembre davanti alla Camera, dove sarà in atto la discussione per l’approvazione definitiva, “un presidio per la democrazia e l’Italia”. L’intento è di condividere “la proposta di sviluppare questa mobilitazione anche a gennaio nelle piazze con presidi ovunque nel Paese”. La mobilitazione del Patito Democratico proseguirà a gennaio e si annuncia un ricorso alla Corte costituzionale.

Cgil, Cisl e Uil contro la Legge di bilancio

Pronte a scendere in piazza anche Cgil, Cisl e Uil che puntano il dito contro “una legge di bilancio sbagliata, miope, recessiva, che taglia ulteriormente su crescita e sviluppo, lavoro e pensioni, coesione e investimenti produttivi, negando al Paese, e in particolare alle sue aree più deboli, una prospettiva di rilancio economico e sociale”. I sindacati hanno fatto sapere che “per rispondere ad una impostazione di politica economica assolutamente sbagliata e che non recepisce le richieste della piattaforma unitaria, Cgil, Cisl e Uil sono pronte alla mobilitazione unitaria che culminerà con una grande manifestazione nazionale a gennaio”

Elisabetta Riboldi
Nata il 15 luglio 1992, ho seguito il tipico cursus honorum della letterata milanese: diploma al liceo classico G. Berchet, laurea triennale in Lettere Moderne e magistrale in Filologia Romanza presso l'Università degli Studi di Milano. Fervente appassionata di tutte le arti, curioso nelle librerie, alle mostre, nei musei; per quasi dieci anni ho seguito corsi di teatro e, in seguito, di danza ottocentesca. Ma quella stessa curiosità che mi porta a indagare l'arte e la storia mi àncora fortemente all'attualità, di cui cerco di indagare processi e retroscena.