Legge di bilancio 2019: l’Italia riduce il rapporto deficit/pil

Al termine dell'incontro con il Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, il Presidente Conte ha annunciato la riduzione del deficit al 2,04%. Ma assicura: "L'Italia non rinuncerà a nulla".

Giuseppe Conte e Jean-Claude Juncker
Raggiunto l'accordo sulla Legge di bilancio 2019 con L'Unione Europea, ma Palazzo Chigi invita alla prudenza fino alla fine dei negoziati.

Legge di bilancio, l’ Italia taglierà il deficit. Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte lo ha annunciato ieri al termine dell’incontro sulla Legge di bilancio. L’incontro si è tenuto a Bruxelles con il Presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker. Dopo mesi di duri scontri con l’Europa, il rapporto deficit/pil scende così al 2,04% contro il 2,4% inizialmente previsto e contrestato dall’Europa. L’obiettivo è quello di evitare l’apertura della procedura d’infrazione, mantenendo però invariate le misure inserite nella manovra. Prime tra tutte quella riguardante il reddito di cittadinanza e quota 100, cavalli di battaglia rispettivamente di M5S e Lega. Il Presidente del Consiglio ha assicurato che queste misure verranno salvaguardate rispettando “gli impegni presi” con i cittadini.

Reddito di cittadinanza e quota 100 “entreranno in vigore come è stato preannunciato”, ha dichiarato il Premier, sostenendo che la manovra rispetterà “la platea dei destinatari” sia “gli importi di cui beneficeranno”. Giuseppe Conte ha spiegato che l’Italia non rinuncerà a nulla: le relazioni tecniche hanno consentito un margine di negoziazione, perché sono state recuperate alcune risorse finanziarie. “Eravamo stati molto prudenti. E queste risorse finanziarie le stiamo usando adesso per questa negoziazione in corso con la Commissione”, ha concluso il Premier.

I primi segnali di apertura dall’Europa

Il Presidente del Consiglio ha proseguito dichiarando di essere all’opera per evitare all’Italia la procedura per debito.  Obiettivo che Conte sembra aver raggiunto, almeno a quanto si può giudicare dai primi segnali di apertura mostrati dall’Europa. “Sono stati fatti buoni progressi, ha riferito un portavoce della Commissione Europea, spiegando che Jean-Claude Juncker “ha ascoltato attentamente il primo ministro Giuseppe Conte e gli argomenti che ha presentato”. Almeno per il momento, l’ipotesi di apertura della procedura d’infrazione sembra allontanarsi. “La Commissione ora valuterà le proposte ricevute”, ha spiegato il portavoce europeo, ribadendo che “il lavoro continuerà nei prossimi giorni”.

I prossimi appuntamenti

Il Premier Conte giovedì tornerà a Bruxelles con il Ministro dell’Economia Giovanni Tria, per continuare il confronto con la Commissione Europea sulla Legge di bilancio, mentre fino a venerdì è confermata la sua partecipazione all’Euro Summit.

Le ripercussioni sulle borse

Nel frattempo l’effetto positivo dell’incontro si è visto subito nell’apertura delle borse: Milano apre in rialzo, e lo spread cala a 266 punti, arrivando ai minini da settembre.

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Elisabetta Riboldi
Nata il 15 luglio 1992, ho seguito il tipico cursus honorum della letterata milanese: diploma al liceo classico G. Berchet, laurea triennale in Lettere Moderne e magistrale in Filologia Romanza presso l'Università degli Studi di Milano. Fervente appassionata di tutte le arti, curioso nelle librerie, alle mostre, nei musei; per quasi dieci anni ho seguito corsi di teatro e, in seguito, di danza ottocentesca. Ma quella stessa curiosità che mi porta a indagare l'arte e la storia mi àncora fortemente all'attualità, di cui cerco di indagare processi e retroscena.