La campagna Pd in difesa del reddito d’inclusione parte da Padova

A guidare la carica, Claudio Sinigaglia, consigliere regionale del Partito Democratico del Veneto.

Claudio Sinigaglia
La campagna del Pd in difesa del reddito di inclusione parte da Padova. A guidare la carica, Claudio Sinigaglia.

La campagna del Pd in difesa del reddito di inclusione parte da Padova. A guidare la carica, Claudio Sinigaglia, consigliere regionale del Partito Democratico del Veneto. “Il Reddito di cittadinanza è cento passi indietro – inizia – legato a una logica assistenzialista che nessuno persegue. Meglio tenersi il Reddito di inclusione sociale. Oggi a Padova è stata lanciata la campagna contro lo smantellamento del Rei. Il PD ha già attivato una petizione su Google, ‘No all’abolizione del reddito di inclusione sociale’ e su Change.org. Avvieremo inoltre una raccolte di firme in tutti i circoli e nelle piazze”.

La ricetta del consigliere regionale

“Dobbiamo pensare alla presa in carico da parte dei Comuni delle persone e delle famiglie in difficoltà. Non a un obolo assistenziale, anche se collegato alla ricerca di un’occupazione. Occorre il lavoro di squadra attivato dal Reddito di inclusione che oltre al contributo economico elabora la presa in carico familiare coinvolgendo assistenti sociali, psicologi del lavoro, Centri per l’impiego, addetti alla formazione, cooperative, sistema educativo e privato sociale. Purtroppo – continua Sinigaglia – non è sufficiente trovare la soluzione lavorativa. Ogni famiglia ha determinate difficoltà da affrontare. Bisogna risolvere anche quella educativa, formativa, legata alla salute in base a progetti personalizzati”.

“Ad oggi in Veneto sono 24.838 le persone che hanno beneficiato del Rei, 8.810 nuclei familiari con un assegno medio di 264, 42 euro. Per quanto riguarda Padova accolte 548 domande (280 nuclei con figli) su 1526 presentate, con 81 invii diretti al Centro per l’impiego e 210 progetti personalizzati multidimensionali”, sottolinea.

Maggiormente ‘in pericolo’ donne, giovani, chi ha un basso livello di istruzione, chi vive da solo, specie se anziano e le famiglie con tre o più figli. Ma soprattutto i minori, che il reddito di cittadinanza ignora. I numeri sono impressionanti: sono oltre 165 mila i bambini e i ragazzi veneti sotto i 18 anni a rischio povertà o esclusione sociale, il 35% in più rispetto al 2009. Particolarmente alto è il disagio legato al sovraffollamento abitativo: un bambino su tre vive in case troppo piccole per la dimensione della famiglia, non avendo a disposizione uno spazio adeguato per sé, neanche per studiare”, continua.

“Cresce anche il numero di chi, per motivi economici, non può partecipare alla gita scolastica, praticare sport o altre attività extrascolastiche. Per le loro famiglie il Reddito di cittadinanza dei grillini non può essere una risposta adeguata. Ci deve essere la presa in carico di tutti i bisogni – conclude Sinigaglia – come viene garantito dal Reddito di inclusione”.

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Mattia Pirola
Nato il 18 luglio del 1990, vivo da sempre nella tranquilla Cassina de' Pecchi, alle porte della ben più caotica Milano. Con una laurea in Storia ho soddisfatto la mia voglia di conoscere il passato e con l'attività giornalistica la necessità di analizzare il presente, ben consapevole che questa epoca sarà ricordata per le sue innumerevoli contraddizioni.