Armando Spataro contro Matteo Salvini, continuano le polemiche

Il procuratore di Torino Armando Spataro ha fornito i dettagli dell'operazione. Continua il battibecco mediatico con il ministro Matteo Salvini.

Spataro:
Armando Spataro e Matteo Salvini, non si placa lo scontro

Continua a distanza la polemica tra il procuratore di Torino Armando Spataro e il ministro dell’Interno Matteo Salvini«Si sono concluse solo ieri sera a Padova e non prima com’era stato detto dal ministro Salvini – dichiara Spataro – le operazioni contro la mafia nigeriana». 

Spataro e Salvini, continua la lotta a colpi di parole

Dopo le polemiche dei giorni scorsi con Salvini, che aveva twittato la notizia dell’operazione, Spataro ribadisce che «la procura di Torino, l’unica competente in ordine alla direzione delle indagini, ha potuto emettere solo nella mattinata odierna il presente comunicato stampa. L’idea era quella di non compromettere l’esito delle operazioni delegate che non si erano concluse il 4 dicembre ma, come si è detto, ieri sera».

Nella nota, il procuratore Spataro sottolinea che sulla base delle fonti di prova raccolte dalla Squadra Mobile di Torino, nel corso delle lunghe indagini svolte, lo scorso 16 novembre il gip del Tribunale di Torino ha emesso 15 ordinanze di custodia cautelare. Di queste 14 sono in carcere e una agli arresti domiciliari. Le accuse vanno dai reati di associazione di tipo mafioso a reati come favoreggiamento di immigrazione illegale. A questi si aggiungono il favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione oltre all’introduzione nel territorio dello Stato di ovuli contenenti cocaina per poco meno di due etti e mezzo. L’operazione è avvenuta grazie al lavoro della Squadra Mobile di Torino, che si è coordinata con lo Sco e con le questure di Treviso e Padova.

Altri dettagli sull’operazione

In merito alle misure cautelari, il procuratore precisa che «sono stati arrestati sei indagati su nove per associazione di stampo mafioso. Uno di questi si trovava già in carcere per altra causa. Tre su sei, invece, per gli altri reati tra cui una indagata per violazione della legge sugli stupefacenti posta agli arresti domiciliari. Altri sei indagati sono rimasti latitanti. L’associazione di stampo mafioso oggetto della indagine in corso è denominata “Eiye” o “Supreme Eiye Confraternity”, sodalizio diffuso in altre parti d’Europa. Non sono stati effettuati, dunque, fermi o arresti di iniziativa della polizia giudiziaria. Non si possono fornire altre informazioni, dovendosi peraltro rispettare le valutazioni del giudice procedente all’esito degli interrogatori di garanzia».

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Alessandro Artuso
Nato a Roma il 18 giugno 1991, ho conseguito la laurea triennale presso l'Università della Calabria e la magistrale all'Università degli Studi di Messina. Giornalista pubblicista, da luglio 2018, ho maturato la mia prima esperienza lavorativa con la redazione calabrese ottoetrenta.it con la quale collaboro da aprile 2015. Ho lavorato nell'azienda Silicon Make App producendo articoli inerenti a tematiche come Sviluppo app, Web marketing e Social media marketing. Interessato alle notizie a tutto tondo, mi pongo come elementi imprescindibili la ricerca e il controllo delle fonti.